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Trieste, delitto di via Puccini, il rebus degli orari

La corte affida all’ingegner Masi del Politecnico di Milano la perizia chiave del processo per l’omicidio di Nerina Zennaro

TRIESTE Tiziano Castellani, l’ex venditore di aspirapolveri ritenuto l’autore dell’omicidio dell’ottantasettenne Nerina Zennaro Molinari, è stato scarcerato poco più di un mese fa. Ma proprio sul motivo che gli ha permesso di tornare a casa è stata disposta ora una nuova perizia da parte della corte presieduta dal giudice Filippo Gulotta (Massimo Tomassini a latere, presenti i giudici popolari), che ieri ha conferito l’incarico all’ingegner Maurizio Masi, professore di Chimica e fisica applicata al Politecnico di Milano. Ad affiancarlo saranno anche i consulenti tecnici nominati dal pm Cristina Bacer e dal difensore dell’imputato, l’avvocato Maurizio Paniz.

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Nella scorsa puntata c’era stato il coup de théâtre, dopo che Castellani era rimasto in carcere per quasi due anni. È successo che una delle prove che avrebbero dovuto attestare la presenza dell’imputato sul luogo del crimine, cioè l’alloggio di via Puccini dove viveva l’anziana, si è rivelata non più sicura come in precedenza. Ovvero l’orario in cui l’assassino ha fatto fuoriuscire il gas per far esplodere e crollare il condominio e quindi distruggere le prove – secondo anche le testimonianze riferite dai vicini di casa e dall’ora in cui avrebbero percepito l’odore del gas – non coinciderebbe con il momento in cui le cellule telefoniche dell’area hanno registrato la presenza dell’imputato. Ecco dunque che si è reso necessario avere altre risposte su alcuni quesiti che potrebbero essere determinanti per l’assoluzione o meno di Castellani.

Ci vorranno due mesi per il momento, prorogabili, affinché Masi & co. possano rispondere innanzitutto alla domanda se sia possibile «calcolare il tempo necessario affinché la sostanza odorizzante del metano fosse percepibile all’esterno dell’appartamento della vittima». Così come «calcolare il tempo necessario affinché il gas metano raggiunga la soglia di esplosività» e se e come abbia influito l’apertura delle finestre del condominio da parte dei vicini di casa sulla dispersione del gas. Della relazione scritta si discuterà dopo l’estate, il 26 settembre, giorno della prossima udienza.

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Il fatto è accaduto il 22 gennaio in via Puccini, quando Nerina Zennaro Molinari, 87 anni, venne ritrovata morta nel suo appartamento. Sembrava una morte per fuga di gas, ma c'erano troppe circostanze misteriose. Tiziano Castellani, un ex rivenditore della Folletto con precedenti, l'ha colpita con un battitappeto. Poi ha aperto i tubi del gas perché voleva far crollare l'intero stabile



La corte però dovrà anche dare la propria valutazione riguardo la richiesta della parte civile rappresentata dall’avvocato Paolo Codiglia su cui per il momento si è riservata: una nuova perizia sull’ora del decesso di Nerina Zennaro Molinari. «Sono state fatte finora diverse perizie su diversi elementi e sull’orario di morte sono state solo di parte, nessuna è stata disposta dalla corte – spiega Codiglia –. Il medico legale ha dato un orario, ma l’autopsia e la tac post mortem ne hanno fornito un altro rispetto all’inizio, mentre il perito della difesa basandosi sul fatto, non dimostrato, che la signora avesse cenato, ha ritenuto che l’orario della morte fosse successivo alle 22.30». Tuttavia il collega Paniz si è opposto fermamente a questa richiesta: «È un anno e mezzo che va avanti il processo, ora è troppo tardi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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