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i controlli

Alla pizzeria “Napoletana” di Monfalcone 10 mila euro di multa

Trenta chili di pesce inscatolato scaduto. Sequestri e sanzioni anche per un ristorante cinese e un alimentare 

MONFALCONE Tre attività di ristorazione sono finite nelle maglie dei controlli della Capitaneria di porto, della Polizia locale e dell’Azienda sanitaria. Interventi eseguiti in giornate distinte, a fronte dei quali sono scaturiti sequestri alimentari, sanzioni, ma anche denunce.

L’ultima verifica in ordine di tempo, nell’ambito di un servizio congiunto pianificato dalla Questura di Gorizia, è avvenuta venerdì sera, in un noto, storico, frequentato e apprezzato locale del centro, la Pizzeria Napoletana di via Matteotti. Il giorno precedente, giovedì, il controllo eseguito dal Comando della Municipale in autonomia, avvalendosi anche dei tecnici dell’Aas, ha invece riguardato un ristorante cinese, situato fuori dal centro cittadino. Una decina di giorni fa sempre la Polizia locale ha effettuato un sopralluogo in un’attività alimentare di via Sant’Ambrogio, gestita da un titolare di nazionalità bengalese, specializzata nella vendita di frutta e verdura.

Venerdì sera, verso le 21, gli uomini della Capitaneria assieme alla Municipale hanno eseguito il controllo alla pizzeria. È stato rivenuto un quantitativo di prodotto ittico fresco e inscatolato i cui termini di conservazione erano scaduti, come ha spiegato la Capitaneria, che da parte sua, come pure la Municipale, non ha fornito il nome del locale. Si tatta, è stato sempre riferito dalla Capitaneria, di 30 chili di pesce di varia tipologia. Il prodotto ittico in questione è stato sequestrato, a fronte di una sanzione amministrativa prevista di 10 mila euro. Il sopralluogo di venerdì rientrava nel servizio di verifica congiunta delle forze dell’ordine, durante il quale sono stati “visitati” altri due locali di ristorazione, sempre in centro città, risultati invece in regola. Un’attività periodica, quella pianificata dalla Questura, a cadenza mensile.

Giovedì è stata la volta della verifica da parte del Comando di Polizia urbana al ristorante cinese, unitamente ai tecnici dell’Azienda sanitaria. Nell’esaminare l’utilizzo delle materie prime e dei semilavorati, al controllo dei congelatori sono stati rinvenuti circa 40 chili tra carne e pesce privi delle indicazioni circa la data di realizzazione del prodotto, non permettendone pertanto la ricostruzione dei tempi di preparazione e le relative scadenze di legge. Da qui il sequestro del prodotto alimentare. La sanzione amministrativa prevista è di 4 mila euro.

Per quanto riguarda la verifica dei locali annessi al ristorante, è stato ispezionato un seminterrato dov’era posizionato un impianto spina delle bibite risultato in cattivo stato di manutenzione. È stata riscontrata la presenza di muffa, sporco rappreso e polvere su pareti e pavimento. Sono stati imposti la rimozione delle bevande e l’inibizione dell’area ad utilizzo di magazzino fino al ripristino delle regolari condizioni igienico-sanitarie. Nel locale cucina, inoltre, la Polizia locale assieme ai tecnici sanitari ha riscontrato attrezzature e pavimentazioni untuose. Altro aspetto di verifica ha riguardato l’informazione al pubblico circa l’offerta dei piatti. Il menù non riportava l’indicazione dei prodotti surgelati, per questo il legale rappresentante del ristorante è stato denunciato a piede libero con l’ipotesi di tentata frode in commercio. Il controllo ha riguardato anche gli aspetti in ordine al personale dipendente. Quattro lavoratori, cittadini extracomunitari, non avevano al seguito la documentazione obbligatoria prevista dal Testo unico dell’immigrazione, e sono stati denunciati a piede libero.

Una decina di giorni fa, infine, il controllo della Municipale ha interessato un’attività alimentare di via Sant’Ambrogio che, oltre alla vendita di frutta e verdura, ha anche un reparto di macelleria. Sono stati

rinvenuti 20 chili di carne non tracciata, senza quindi poter ricostruire la provenienza e verificare la controllabilità dell’alimento. Il contingente alimentare è stato sequestrato. La sanzione amministrativa prevista è di 3 mila euro.

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