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Paoletti tira dritto sul Parco del mare di Trieste: «Abbiamo i soldi»

L'area in cui dovrebbe sorgere il Parco del mare

Il presidente camerale dopo l’addio della Fondazione: «Spiace ma non blocca l’opera, ci sono altri finanziamenti»

TRIESTE Tra incontri istituzionali e appuntamenti politici Massimiliano Fedriga ha in questi giorni un’agenda davvero fitta di impegni. Il fatto quindi che oggi il trovi il tempo per partecipare alla conferenza stampa sul Parco del Mare in programma nell’area dell’ex Cartubi, la dice lunga sull’attenzione che il neopresidente della Regione riserva al progetto. La sua presenza al fianco della “mente” dell’iniziativa Antonio Paoletti, cioè, non può non essere letta come un segnale del favore a ...

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TRIESTE Tra incontri istituzionali e appuntamenti politici Massimiliano Fedriga ha in questi giorni un’agenda davvero fitta di impegni. Il fatto quindi che oggi il trovi il tempo per partecipare alla conferenza stampa sul Parco del Mare in programma nell’area dell’ex Cartubi, la dice lunga sull’attenzione che il neopresidente della Regione riserva al progetto. La sua presenza al fianco della “mente” dell’iniziativa Antonio Paoletti, cioè, non può non essere letta come un segnale del favore accordato dal governatore all’idea del grande acquario nel sito della Lanterna.

Un rendering del futuro parco del mare


Un appoggio, quello di Fedriga, ovviamente molto importante per il presidente camerale, che si trova ora ad avere in mano le redini del progetto. Dopo l’addio della Fondazione, annunciato due giorni fa dal presidente Massimo Paniccia, alla Cciaa spetta il compito di completare l’acquario, e soprattutto quello di reperire (oltre ai 22 già in lista) anche i 9 milioni di finanziamento venuti a mancare con il passo indietro della CRTRieste.



Paoletti si riserva di commentare il tutto nell’incontro di oggi, il primo che si terrà sul sito dove dovrebbe sorgere il cantiere, ma ieri ha anticipato in tv alcune opinioni. La linea scelta è quella del minimo livello di scontro, speculare al garbo con cui Paniccia ha sottolineato di essersi ritirato «in accordo con la Cciaa»: «Noi non abbiamo problemi economici perciò il progetto finanziariamente va avanti - ha spiegato il presidente Cciaa -. Spiace, però ognuno fa le scelte che pensa più utili al suo ente». Paoletti non rinuncia a chiamare a raccolta tutta Trieste, rilanciando un progetto che ormai dal lontano 2004 è il suo chiodo fisso, un vero e proprio tormentone per la politica triestina: «A questo punto bisogna che la città si stringa attorno a un progetto del genere, perché posti di lavoro, alberghi pieni, negozi che vendono... Sarà un cambiamento come lo è stato per Genova, Lisbona, Barcellona e via dicendo».

Nel frattempo prosegue l’iter della modifica al piano regolatore del Comune che consentirà di realizzare l’acquario sul sito di Porto Lido. L’assessore Luisa Polli ha riferito ieri i particolari delle modifiche al piano di fronte alle circoscrizioni riunite in Consiglio: «Due parlamentini mi hanno chiesto ulteriori specificazioni sulle modifiche (che non riguardano soltanto la Lanterna ma anche altre parti della città, ndr).

Di solito sono sempre pronta ad andare di persona nelle circoscrizioni per spiegare le singole delibere, ma in questo caso ho ritenuto necessario ricorrere a una convocazione comune in Consiglio». La ragione sta nel carattere del provvedimento: «Non si trattava di una semplice illustrazione politica. Qui parliamo di un testo molto tecnico, per il quale è necessario l’intervento degli uffici. Piuttosto che pagare gli straordinari al personale comunale per i vari passaggi nelle circoscrizioni, mi è parso fosse più saggio tenere una seduta unica. Se qualcuno poi lo vorrà, comunque, potrò andare lo stesso spiegare la norma nelle varie o sedi». Una volta che il testo sarà approvato anche dal Consiglio, per la prima volta il Parco del Mare entrerà a far parte del piano regolatore comunale.

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