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A Trieste rioni pronti al raddoppio delle casette dell’acqua

Il Municipio annuncia l’arrivo di tre nuovi erogatori a Roiano, Valmaura, San Vito e la sostituzione dei tre già attivi a Rozzol, in Rotonda del Boschetto e via Grego

TRIESTE Raddoppiano le casette dell’acqua. «Terminata la fase di sperimentazione abbiamo deciso di indire un bando di gara per la ricollocazione delle tre casette già collaudate e la posa di altre tre che andranno sistemate nei rioni di Roiano, Valmaura e San Vito», anticipa l’assessore ai Lavori pubblici, Elisa Lodi. Nel dettaglio, un nuovo impianto verrà collocato in via dei Moreri, il secondo in via Valmaura e il terzo in via Locchi all’altezza del Centro civico.

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È stato stabilito che l’importo base di gara sia di 180 mila euro, al netto dell’Iva. Il bando per la concessione di due anni di suolo pubblico per l’erogazione di acqua potabile refrigerata e gasata per mezzo di questi impianti, prevede un affidamento mediante procedura aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base dell’esclusiva valutazione dell’offerta tecnica. Le offerte dovranno pervenire entro le 12.30 del prossimo 2 maggio. Le buste con le proposte verranno aperte il giorno successivo alle 9.30. I criteri di valutazione terranno conto della tipologia delle casette con attenzione a elementi come il design, i progetti a basso impatto ambientale, la facilità di utilizzo ma pure l’accessibilità per le persone con disabilità. Si terrà conto inoltre delle caratteristiche tecniche dell’impianto, del programma di manutenzione ma pure delle possibili offerte alla cittadinanza.

Le tre casette dell’acqua già presenti sul territorio verranno sostituite con quelle di più recente progettazione proposte da chi si aggiudicherà la gara. Le prime casette dell’acqua sono state collocate nel settembre del 2014 in tre punti del territorio comunale: in via Castiglioni nel rione di Rozzol Melara, in Rotonda del Boschetto e in via Grego a Borgo San Sergio. Hanno riscontrato fin dai primi giorni del loro funzionamento l’interesse e l’apprezzamento di molti cittadini, spesso in fila per riempire le proprie bottiglie sia che si tratti di acqua liscia che gasata. Ogni anno, in media, i triestini hanno fatto sgorgare da quei tre erogatori 550 mila litri di acqua. Con questi impianti il Comune intende promuovere la qualità e la sicurezza e quindi l’utilizzo alimentare dell’acqua pubblica, dando contestualmente un forte contributo alla riduzione del consumo e dello smaltimento delle bottiglie di plastica, oltre che a quella delle emissioni inquinanti dovute al trasporto dell’acqua in bottiglia. Degli erogatori già attivi, il più utilizzato è quello di Rotonda del Boschetto.

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Dando uno sguardo al tipo di acqua scelta in questi impianti dai triestini, emerge che la frizzante viene preferita di gran lunga rispetto alla liscia. La concessione che il Comune si appresta ad affidare potrà venir implementata da un erogatore nel rione di San Giovanni, subordinatamente a una verifica di fattibilità tecnica e all’acquisizione di alcuni pareri. «Le richieste di nuove collocazioni in diversi siti continuano a pervenire – spiega Lodi – e anche nel recente giro nelle Circoscrizioni ne ho raccolte diverse. Per questo motivo ritengo che, esaurita questa fase di aggiudicazione, raccoglieremo le ulteriori richieste in modo da poter inserire nella programmazione nuovi siti dove collocare degli erogatori».

Ogni cittadino italiano spende mediamente oltre 200 euro all’anno per l’acquisto di acqua in bottiglia. L’acqua è conservata nelle bottiglie di plastica da 3 a 9 mesi e nel prezzo per ogni bottiglia la “materia prima” (cioè l’acqua) incide per una frazione inferiore allo 0,5%; il resto è dovuto al costo della bottiglia, del trasporto e della pubblicità. In una famiglia media si consumano 800 litri all’anno, pari a 540 bottiglie da 1,5 litri. Per produrle si impegnano 54 chili di petrolio e 324 litri di acqua, emettendo 43 chili di CO2 in atmosfera. Per il trasporto si impiegano 11 litri di gasolio emettendo 26 chili di CO2, per lo smaltimento un litro di gasolio emettendo 57 chili di CO2. L’acqua in bottiglia costa oltre mille volte di più dell’acqua del rubinetto e spesso la sua qualità non è migliore rispetto a quella che arriva dall’acquedotto comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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