Quotidiani locali

immobili

A Trieste la rinascita dei minilocali d’affari: da Barcola al Viale raffica di sfide

Piano affitti a segno in 14 casi. Alcuni siti chiusi da molti anni come quello in passeggio Sant’Andrea. Al palo invece l’asse che si snoda tra Barriera Vecchia e piazza Foraggi dove non ci sono state offerte

TRIESTE C’era un elenco di locali pubblici e di magazzini, di proprietà comunale, che da un bel po’ di anni attendeva di trovare affittuari. Affittuari che non solo fossero in grado di pagare il canone, ma anche di investire quattrini poiché le condizioni manutentive e impiantistiche di questi fori non erano delle più fresche.

Con la terza giunta Dipiazza è tornato il tempo delle aste. Già nell’aprile dello scorso anno il Patrimonio, auspici l’assessore Lorenzo Giorgi e il direttore Walter Cossutta, ha così provveduto a lanciare il “piano affitti” organizzando due tornate: una ha visto aprire le buste nel giugno dell’anno scorso, l’altra - a distanza di alcuni mesi - venerdì mattina.

leggi anche:


L’esito, secondo Giorgi e Cossutta, è tutto sommato confortante. In complesso erano in palio 39 cespiti (più 11 alloggi), di cui 23 locali d’affari, cui si sommava un certo numero di magazzini. I 23 siti sono ritenuti quelli più interessanti ai fini dell’utilizzazione e dell’incasso: di questi ne sono stati aggiudicati 14, mentre 9 non hanno trovato offerenti.

Dai canoni il Comune riuscirà a ghermire attorno ai 40 mila euro annui, una goccia nel mare magnum delle finanze municipali ma - commenta Giorgi - un segnale positivo soprattutto in termini di attenzione da parte dei professionisti della somministrazione. In particolare - è il dato più incoraggiante - da parte dei giovani operatori, che hanno avuto il coraggio di cimentarsi con serrande da tempo abbassate: dare una chance alle anagrafi più recenti era uno degli obiettivi dichiarati.

È lo stesso Giorgi a tracciare il bilancio, con qualche curiosità comunicatagli dalla struttura: «Sono stati assegnati il bar in piazzale 11 settembre a Barcola, il locale “ex Stanlio&Olio” in viale XX Settembre, un grande successo ha avuto la zona Urban dove i cinque locali in palio hanno attirato interesse». E torna alla ribalta passeggio Sant’Andrea, dove solitario si erge il piccolo edificio collegato al Punto franco nuovo con una passerella. Quindi, buoni i riscontri ottenuti tra Barcola e centro.

leggi anche:



Assai meno proficui invece, come era prevedibile, sull’asse che corre tra Barriera Vecchia e piazza Foraggi: nessuna offerta per due siti in via Vidali, per quello di via Foschiatti, per due in viale d’Annunzio, per quello di via Pascoli, per via Ginnastica. A secco anche via Donatello a San Giovanni e piazza 25 aprile a Borgo San Sergio. Posizioni sicuramente meno appetibili rispetto a quelle delle zone più ambite: «Difficile investire decine di migliaia di euro su situazioni di incerta prospettiva». Lo stesso Comune valuterà il da farsi, cioè, per cercare di rendere più attrattivi questi fori, procedere alla loro manutenzione.

Osservatore esterno ma interessato all’andamento della gara è Bruno Vesnaver, presidente della Fipe triestina. «L’esito conferma un fatto: bisogna puntare sulle periferie, perché ormai il centro si promuove da solo e comunque gli affitti sono molto cari», premette il leader dei pubblici esercenti. «Ma per spingere le periferie occorre il supporto delle pubbliche amministrazioni, del Comune e della Regione». «Del Comune - riprende Vesnaver - perché l’investimento nelle aree non centrali deve essere incentivato con forme di premialità tariffaria. Pensare, per esempio, a qualche agevolazione che riguardi la tassa sui rifiuti». «La Regione - secondo il presidente della Fipe - va invece coinvolta nella formazione del personale, perché alla Trieste turistica serve qualità e non improvvisazione». Vesnaver è piuttosto esplicito: «Non basta aprire i locali, bisogna saperli gestire, altrimenti - come già succede - arrivano le lamentele. Il nostro settore ha bisogno di corsi di specializzazione. Fipe è a disposizione dell’Agenzia del Lavoro per lavorare su questa direzione». Poi conclude tornando sulle periferie: «Non è vero che il consumatore non risponde, perché dove si sono realizzate nuove iniziative come a San Giacomo, a Domio, in via Sette fontane i risultati sono arrivati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik