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D’oro, fregiate e rare: a Trieste il gotha delle stilografiche

A Trieste la diciannovesima edizione di Alpe Adria Pen Show con collezionisti arrivati da tutta Europa per esporre i loro pezzi. Alcuni sono talmente rari da valere oltre 70 mila euro.

TRIESTE. Hanno pennini d’oro, fregi particolari, come veri e propri dipinti di artisti famosi, arrivano da tutto il mondo, con materiali diversi, di epoche differenti, con alcuni pezzi talmente rari da raggiungere i 70 mila euro di valore. Sono le penne stilografiche protagoniste dell’Alpe Adria Pen Show, appartenenti ai 18 collezionisti, da Slovenia, Croazia, Germania, Svizzera e da tutta Italia, che domenica hanno esposto i propri pezzi all’evento annuale promosso da La Stilografica di Enrico Lena, in collaborazione con l’associazione Trieste Scrittura.



Con le sue 19 edizioni complessive la manifestazione si colloca tra le più apprezzate a livello italiano e ha accolto dalle 10 alle 17 all’Nh Hotel di Corso Cavour tanti appassionati e curiosi, che hanno acquistato, ma soprattutto hanno osservato e fatto domande tra le varie postazioni allestite. Un’iniziativa studiata soprattutto per chi le penne le costruisce o le ripara e per chi le conserva gelosamente con estrema cura, con storie e particolarità che le rendono in molti casi pezzi unici al mondo.

È il caso di una penna in oro massiccio, da 70 mila euro, proprietà di uno degli espositori, ma rimasta a casa vista la portata dell’oggetto prezioso. Benvenute sono state ieri anche le persone che hanno visitato da neofiti i vari stand, dialogando con gli esperti presenti, esplorando poco alla volta il mondo delle stilografiche fin dalle basi, come un grande cartello portato da un collezionista, per spiegare nel dettaglio tutti i nomi e le componenti di una penna.

Arriva da Pescara Giuseppe Lo Giudice. «Le colleziono da otto anni – dice – la mia attenzione è rivolta soprattutto a quelle vintage italiane degli anni ’30, qui ho portato anche porta mine antiche inglesi. Sono affezionato in particolare a quelle dell’area torinese. La penna speciale che figura tra le tante che conservo, è degli anni ’30, con una finitura in celluloide, una stilografica con un sistema di caricamento molto particolare, a pressione, laterale, che può arrivare ai mille euro sul mercato. Sono pezzi molto curati e di solito chi li possiede li usa poco, hanno dettagli di altissima qualità e molto spesso sono caratterizzati da meccanismi che sono stati abbandonati dopo la creazione, proprio per la loro complessità».

Da Brescia c’è Ferruccio Furri, che raccoglie le stilo da quando ha 14 anni e ora a 36 ne ha oltre 300. «Visto che facevo pure restauri importanti sulle varie componenti – racconta – ho deciso di avviare anche una produzione artigianale di pezzi unici. E poi tra le mie “storiche” ci sono tanti modelli con prezzi interessanti come una praticamente mai usata, con dettagli originali, un fattore che conferisce un valore maggiore e che viene valutata attorno ai 2 mila euro».

Unisce la passione per le penne a quella per i viaggi Paolo Rossi, da Mantova. «Approfitto per fare anche un po’ di vacanza a Trieste – spiega – vengo ogni anno perché la città mi piace. Tra le mie chicche ci sono sicuramente le penne giapponesi, dipinte a mano, con una tecnica antichissima, che viene realizzata grazie a tanti strati di colore. Valgono molto, soprattutto quando l’artista è famoso, come si nota dalle opere firmate, è una vera e propria opera d’arte che può raggiungere facilmente i 5 mila euro».

La mattinata è iniziata subito con un incontro e confronto tra gli stessi partecipanti, che ancor prima di aprire le porte alla gente, hanno condiviso i rispettivi “gioielli”, con compra vendite, una prassi ormai consolidata, che avviene sempre in fiere, show e mercatini, perché prima di tutto tra i protagonisti c’è un’attenzione rivolta agli amici collezionisti.

Grande interesse rivolto poi anche a Nevia Dilissano, esperta grafologa, consulente tecnico e perito del Tribunale di Trieste, alla quale molti hanno chiesto informazioni. E incontrando i vari espositori, si scopre che per molti l’obiettivo prioritario della partecipazione a fiere, mercati e show non è la vendita. «Devo dire la verità – confessa Francesco Gargiulo da Roma – non mi interessa molto che altri acquistino, il mio principale desiderio è mostrare la mia collezione al pubblico, vorrei che soprattutto i giovani iniziassero a interessarsi a questo meraviglioso settore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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