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Esof 2020 a Trieste, via alla corsa contro il tempo

Poco più di venti mesi per preparare il Centro congressi. Scatta il “duello” con la burocrazia

TRIESTE  È corsa contro il tempo. Da qui al 2020 restano poco più di una ventina di mesi per portare a termine e consegnare il grande centro congressi da 9 mila metri quadrati, tra i magazzini 27 e 28 del Porto vecchio, per il grande evento di Esof, che celebrerà Trieste Capitale europea della scienza fra due anni a luglio. L’ultimo termine utile per finire di costruire la struttura dettato da Euroscience e dalla Fondazione Internazionale Trieste, che organizza il grande rendez-vous della ri ...

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TRIESTE  È corsa contro il tempo. Da qui al 2020 restano poco più di una ventina di mesi per portare a termine e consegnare il grande centro congressi da 9 mila metri quadrati, tra i magazzini 27 e 28 del Porto vecchio, per il grande evento di Esof, che celebrerà Trieste Capitale europea della scienza fra due anni a luglio. L’ultimo termine utile per finire di costruire la struttura dettato da Euroscience e dalla Fondazione Internazionale Trieste, che organizza il grande rendez-vous della ricerca e dell’innovazione tra i vecchi sili dell’antico scalo, è tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020.

Trieste, c'è il progetto del maxi-centro congressi nel Porto vecchio

Il Comune, che ieri attraverso il sindaco Dipiazza, all’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi, al direttore dell’Area Enrico Conte e al funzionario direttivo Daniela Schleimer ha raccontato gli ultimi sviluppi dell’iter per realizzare il progetto, fa passi da lepre e cerca di accelerare il più possibile le pratiche. Il tempo però resta tiranno. Il centro congressi è appeso alla burocrazia e Trieste deve dare prova di grande compattezza per riuscire a farcela in un modo o nell’altro.

L’ultima notizia riguardava la consegna agli uffici comunali di un progetto di fattibilità tecnico-economica di natura privata e d’interesse pubblico attraverso la formula del project financing. A proporlo la Trieste Convention Center srl, società che si è formata ad hoc negli scorsi mesi, composta da soli imprenditori triestini. Su proposta infatti dell’amministrazione municipale la volontà è stata quella di lasciare in eredità alla città dopo Esof 2020 una vera e propria struttura congressuale e quindi evitare le iniziali tensostrutture pensate per la manifestazione.

Da gennaio dunque, in un mese e mezzo, anziché tre, gli uffici comunali hanno analizzato l’iniziativa e, con parere favorevole e qualche modifica, hanno passato la palla alla giunta comunale che l’altro ieri ha approvato la proposta che riguarda appunto la riqualificazione dei magazzini 27 e 28 (con ampliamento di quest’ultimo e un collegamento tra i due con un ponte), in modo da realizzare una struttura polifunzionale, un Centro Congressi che si estenderà su una superficie di oltre 9 mila mq e che potrà disporre esternamente anche di un’adeguata area parcheggio. Ora la tabella di marcia è molto serrata. Come hanno spiegato Conte e Lodi, nei prossimi giorni il progetto arriverà nella III circoscrizione che, su sollecitazione del sindaco, avrà dieci giorni anziché venti per approvarlo. Contemporaneamente lo valuteranno le commissioni consiliari.

A questo punto il faldone giungerà in Consiglio comunale a fine aprile e, dopo vari passaggi burocratici, a fine maggio andrà in gara aperta. Gli stessi fautori del progetto potranno aderire al bando, dove il costo dell’opera è pari a 11,1 milioni di euro: il Comune finanzierà il 44%, pari a 5,5 milioni di euro, e il restante il vincitore della gara. Nell’offerta di Tcc inoltre ci sono altri dati: il proponente ha ipotizzato 12.500 partecipanti annuali da tutto il mondo con un minimo di 10 conferenze nazionali e internazionali. Il canone che percepirà il Comune è pari a 80 mila euro l’anno con la possibilità di usufruire dell’area per cinque eventi.

Tornando all’iter, a metà luglio verranno chiuse le partecipazioni. L’aggiudicazione potrebbe essere verso gli inizi di agosto. Se si aggiudicherà la partita un altro soggetto diverso dal “promotore”, vale a dire la cordata guidata da Bravar, quest’ultima avrà il diritto di prelazione e potrà rivedere la propria offerta. Ecco che nella peggiore delle ipotesi si perderebbe un altro mese. Tenendo inoltre in considerazione il periodo standard di 35 giorni per accogliere da parte di altri partecipanti eventuali ricorsi, a settembre potrebbe essere avviata la progettazione esecutiva di 130 giorni con partenza dei lavori a gennaio 2019. Il cantiere dovrebbe concludersi in 15 mesi e la fine dei lavori sarebbe prevista nei primi mesi del 2020. Se questo piano però potrebbe avere qualche inghippo, ecco che salta fuori il piano b, spiega Dipiazza: ritornare all’idea iniziale di installare delle tensostrutture per creare il villaggio Esof. «Noi andiamo comunque avanti in questo senso – sottolinea Stefano Fantoni, il champion di Esof 2020 –, non possiamo rischiare, se questo bellissimo progetto andrà in porto ben venga, altrimenti sarà già pronta l’alternativa».

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