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La sfida dei sindaci in corsa a Palazzo
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La sfida dei sindaci in corsa a Palazzo

Da Bolzonello a Romoli, da Honsell fino a Cosolini. Battaglia tra primi cittadini per un seggio in aula

TRIESTE. Saranno elezioni regionali segnate dai sindaci. Tanto che nelle liste compaiono gli ex di ciascuno dei capoluoghi di provincia. Sergio Bolzonello (Pordenone) fa il candidato presidente del centrosinistra, Sergio Cecotti (Udine) per gli autonomisti del Patto, Roberto Cosolini (Trieste) fa parte della truppa dem, Ettore Romoli (Gorizia) è capolista per Forza Italia, Furio Honsell (Udine) per Open-Sinistra Fvg. Proprio Honsell è il sindaco più noto costretto a dimettersi lo scorso gennaio, nel rispetto di una legge che i primi cittadini avevano cercato di modificare, senza riuscirci. A guidare la battaglia fu, un anno fa, il sindaco di Palmanova Francesco Martines, capofila di amministratori, quelli dei Comuni con più di 3 mila abitanti, che si sono battuti invano per essere liberati dal vincolo di dover fare un passo indietro in municipio 90 giorni prima della scadenza dei lavori del Consiglio regionale. Qualcuno ha mantenuto il posto in Comune pur candidandosi alle politiche. È stato il caso di Martines, che ha perso l’uninominale contro il leghista Daniele Moschioni, a sua volta sindaco di Corno di Rosazzo, e di Markus Maurmair (Valvasone Arzene), in lista il 4 marzo con il Patto per l’Autonomia.

Qualcun altro, come il sindaco di Cividale Stefano Balloch, nella convinzione di correre per il Parlamento prima dell’esclusione all’ultimo minuto, ha pure evitato di dimettersi. Mentre chi non si è preoccupato dello stop alla riforma della legge elettorale, e quindi del mantenimento del paletto dei 90 giorni, ha scelto di lasciare l’impegno municipale pur di candidarsi in Regione. Lo ha fatto Honsell, ma non solo. Con lui anche Paolo Urbani (Gemona), Piero Mauro Zanin (Talmassons), Roberto Ceraolo (Sacile) e Renzo Francesconi (Spilimbergo), in corsa con Fi per Massimiliano Fedriga, i leghisti Antonio Calligaris (Fogliano Redipuglia) e Ivo Moras (Brugnera), il meloniano Marco Zanor (Martignacco) e Christian Vaccher di Progetto Fvg. Dopo di che c’è il nutrito gruppo dei sindaci di Comuni sotto i 3 mila abitanti che non hanno invece dovuto dimettersi. Ma lo dovranno fare se eletti in piazza Oberdan. Tra gli altri, Marko Pisani (Monrupino) di Slovenska Skupnost, gli azzurri Pierluigi Molinaro (Forgaria), Igor Treleani (Santa Maria la Longa) e Elena Cecotti (Visco) e gli autonomisti per Sergio Cecotti Massimo Moretuzzo (Mereto di Tomba) e Diego Navarria (Carlino).

Ma nell’esercito degli aspiranti consiglieri regionali compaiono anche assessori e consiglieri (i primi costretti a dimettersi in caso di ingresso in Consiglio, i secondi no), a conferma che la gran parte degli eletti proverrà dagli enti locali. C’è innanzitutto il vicesindaco di Trieste, Pierpaolo Roberti, capolista nella circoscrizione locale che, in caso di vittoria di Fedriga, sarà uomo di giunta. Sempre nel centrodestra, da Trieste sono pronti a spostarsi anche i forzisti Piero Camber, Manuela Declich, Everest Bertoli e Andrea Cavazzini, Claudio Giacomelli di Fdi, mentre Giulia Demarchi (Fi) è in consiglio a Muggia. Candidati pescati nelle amministrazioni locali pure per il Pd. Il principale partito del centrosinistra ha schierato la sua ex segretaria regionale Antonella Grim, consigliera comunale a Trieste, la vicesindaco di Prato Carnico Erica Gonano, gli assessori di Aquileia Alviano Scarel e San Canzian d’Isonzo Deborah Marizza, la capogruppo in Provincia a Udine Daniela Corso, la capogruppo a Ruda Palmina Mian, i consiglieri Carlo Palazzolo (Manzano), Mauro Tollon (Palazzolo dello Stella), Rosa Fabbro (San Vito di Fagagna) e Carlo Candido (San Vito al Tagliamento). E così anche Open Fvg con l’assessore sangiorgino Flavia Tomba e Autonomia responsabile con il vicesindaco di Pontebba Sergio Buzzi, gli assessori di Cormons Fabio Russiani e di Latisana Daniela Lizzi, il consigliere circoscrizionale di Roiano Alessandro Gavagnin, le consigliere di Gorizia Caterina Oropallo, Caneva Francesca Coan e Buia Indira Fabbro e il consigliere di Udine Lorenzo Bosetti. Si tratta, chi più chi meno, di candidati che potranno puntare sulla loro visibilità territoriale.

Oltre ai big delle grandi città, ci sono pure Enzo Marsilio, già sindaco di Sutrio, Vittorino Boem di Codroipo, Franco Iacop di Reana, Cristiano Shaurli di Faedis, lo stesso Renzo

Tondo di Ar, che governò a Tolmezzo nei primi anni ’90, Paride Cargnelutti (Ar, San Giorgio di Nogaro), Franco Baritussio (FdI, ex primo cittadino di Tarvisio), Roberto Marin (Fi, Grado), Pietro Paviotti (Cittadini, Cervignano) e Mauro Di Bert (Progetto Fvg, Pavia di Udine).
 

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