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Frasche allineate al Codice della strada

Una circolare impone restrizioni per gli storici simboli appesi lungo le vie del Carso che segnalano le osmize aperte

TRIESTE. Usare il navigatore. Per gli amanti delle scampagnate sul Carso, alla ricerca delle osmize, il futuro sembra segnato. D’ora in poi, per individuare i tipici locali dell’altipiano, dove poter consumare i prodotti del posto, sarà indispensabile fare ricorso alla tecnologia. Sembrano infatti destinate a scomparire le storiche frasche appese lungo le strade del Carso, con tanto di freccette rosse che indicano quale direzione prendere per arrivare a destinazione. Un simbolo che ha garantito a generazioni di triestini e non solo la retta via per andare a gustare un buon bicchiere di Terrano, magari accompagnato da uova, salumi e formaggi tipici.

A decretarne la scomparsa o comunque a imporne un utilizzo molto più rigoroso rispetto al passato è la lettera circolare che Fvg Strade, la Spa alla quale, per effetto della legge regionale n. 32 del 2017, sono state trasferite le funzioni in materia di viabilità locale e regionale, ha inviato in questi giorni a tutti i Comuni della provincia. In essa si legge che «dal 1° gennaio 2018, vista la normativa vigente in materia di impianti pubblicitari e ritenuto di non poter considerare la posa di una frasca alla stregua di un impianto pubblicitario, si informa che non saranno più rilasciati atti amministrativi al riguardo e che l’eventuale apposizione della frasca dovrà rispettare le ordinarie norme dettate dal Codice della Strada».

In sostanza, i pali di sostegno sui quali per secoli sono state posizionate le frasche e le tradizionali freccette rosse «non potranno essere apposte sulle isole di traffico delle intersezioni, né in corrispondenza delle intersezioni stesse, e tantomeno sulla segnaletica stradale. Inoltre non potranno contenere alcuna scritta che faccia riferimento all’attività commerciale, la loro esibizione dovrà essere limitata al solo periodo di apertura dell’attività cui si fa riferimento, facendo attenzione a non arrecare offese all’estetica delle strade e all’economia ecologica. In ogni caso – prosegue il testo – dovrà essere prontamente ripristinata la situazione, in concomitanza alla chiusura dell’attività, provvedendo alla pulizia degli spazi pubblici temporaneamente occupati». In linea generale, «le frasche e la relativa cartellonistica dovranno essere collocate in modo tale da non ingenerare confusione con la segnaletica stradale, non ridurne la visibilità o l’efficacia, non arrecare disturbo visivo agli utenti della strade o distrarne l’attenzione, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione, non costituire ostacolo o impedimento alla circolazione delle persone invalide».

Una lettera che ha immediatamente suscitato reazioni. Franc Fabec, presidente dell’associazione degli agricoltori del Carso, ha annunciato che chiederà un incontro con le istituzioni «per chiarire la situazione. Il Codice della Strada lo abbiamo sempre rispettato – precisa – e continueremo a farlo. Siamo rispettosi delle regole, ma un approfondimento si rende necessario, anche se non vogliamo scatenare polemiche prima del tempo». Una posizione cauta, alla quale si sono uniformati per ora anche i pubblici amministratori. Il consigliere regionale Giorgio Ret, anche consigliere comunale a Duino Aurisina, ha scritto alla Fvg Strade chiedendo anch’egli un incontro. «Vogliamo vederci chiaro – sottolinea – e ho già allertato sull’argomento il nostro sindaco, Daniela Pallotta, la quale mi ha detto

di essere intenzionata a delegare il vice sindaco, Walter Pertot, e Massimo Romita, consigliere con specifica competenza per quanto concerne l’agricoltura, a rappresentare l’amministrazione quando sarà il momento di incontrare la Fvg Strade».
 

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