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Ronchi, passa la notte nella chiesa di San Lorenzo

Dopo i furti di rame e di oggetti sacri scoperto un giaciglio dentro il confessionale. Il parroco fa sbarrare la torre campanaria

RONCHI DEI LEGIONARI. Una chiesa violata. Lo è stata tante volte, purtroppo, nel corso degli anni. Hanno rubato opere d’arte, i contenitori per le elemosine, persino la copertura in rame del battistero. E questa volta, nella chiesa decana di San Lorenzo, a Ronchi dei Legionari, qualcuno ci ha persino dormito dentro. È successo nei giorni scorsi e quella che è una storia di emarginazione, fa venire a galla, per l’ennesima volta, la facilità con la quale ci si può intrufolare in questo come in altri edifici di culto.

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L’altra mattina, nell’aprire la chiesa, un collaboratore della parrocchia ha notato, all’interno della bussola all’ingresso della stessa, alcuni cuscini sistemati sopra il tappeto. Chiaro segno che qualcuno, nella notte, si era nascosto all’interno dell’edificio, probabilmente in uno dei confessionali, trovato alla mattina con una tenda strappata e portata via, o addirittura all’interno del campanile, accessibile direttamente dalla chiesa. È verosimile che l’ignoto o l’ignota, visto che non sono state trovate altre tracce della presenza, abbia atteso la chiusura dell’edificio religioso per dormirvi dentro. Salvo poi, al mattino, nascondersi nuovamente e riuscire a dileguarsi senza essere visto, subito dopo che la chiesa era stata riaperta.

Il confessionale rimasto senza la...
Il confessionale rimasto senza la tendina (Fotoserviziodi Katia Bonaventura)


La scoperta è stata una sgradita quando amara sorpresa per tutti i collaboratori che, di concerto con il parroco, don Renzo Boscarol, hanno deciso di chiudere a chiave ogni accesso alla torre campanaria e alla cantoria. Una parrocchia, quella storica ronchese, che comunque non si è mai sottratta né all’accoglienza di richiedenti asilo né per ogni tipo di persona in difficoltà, sostenendo il centro missionario, il centro Caritas parrocchiale e l’emporio della solidarietà. Sarebbe, dunque, bastata una semplice richiesta verbale per poter usufruire, per la notte, di una stanza libera nell’ex casa del sagrestano, ora per metà occupata dall’attività di accoglienza di quattro giovani pakistani. Certo è, come detto, che questa come altre chiese della cittadina sono spesso oggetto di incursioni, di danni e di furti.

Da qui l’esigenza, sempre più sentita e mai concretizzata, di dotarle di impianti di allarme e di videosorveglianza. Proprio da San Lorenzo, nel marzo dello scorso anno, era sparito un manufatto pregevole, dal diametro di quasi un metro, che si trovava nella piccola cappellina alla destra dell’ingresso della chiesa parrocchiale.

Il parroco don Renzo Boscarol...
Il parroco don Renzo Boscarol (Fotoservizio di Katia Bonaventura)

Una sorta di enorme campana di rame che copriva la vasca per il battesimo in pietra su colonna in pietra. I ladri avevano fatto il bis, nelle stesse giornate, rubando la fonte battesimale che si trovava all’interno della chiesetta della Santissima Trinità. Clamoroso fu, nell’agosto del 2006, il furto che vide sparire sempre dalla parrocchiale di San Lorenzo quattro putti lignei del 1600 che adornavano il pulpito nella parete destra della navata.
 

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