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Raffica di discariche a cielo aperto a Trieste

Nel territorio della Settima circoscrizione, tra Valmaura e Borgo San Sergio mobili, pezzi di divano, carrelli della spesa abbandonati in aree defilate. E nel parcheggio vicino alla Risiera qualcuno ha lasciato un’auto semi-distrutta

TRIESTE Mobili, divani, assi da stiro e anche alberi di Natale alla portata di tutti. Non è la pubblicità della svendita di un negozio di articoli casalinghi, bensì l’elenco di una parte degli oggetti abbandonati nelle discariche a cielo aperto tra Valmaura e Borgo San Sergio. Un fenomeno causato purtroppo da un senso civico direttamente proporzionale alla disaffezione per il territorio. Fortunatamente, c’è anche chi non accetta la situazione e decide di prendere l’iniziativa. Le segnalazioni delle discariche sono così giunte da alcuni cittadini al consigliere Giorgio Semenzato della settima circoscrizione (Servola, Chiarbola, Valmaura e Borgo San Sergio), dove tale problema è storico e consolidato.



Partendo da via Svevo, poco dopo la fine di via dei Lavoratori e sotto le arcate della ferrovia, nella zona attualmente recintata per alcuni controlli, sono stati abbandonati pezzi di mobili, sacchetti e, poco dietro, anche un carrello. Carrello che ritorna anche più avanti, dove via Svevo incrocia via Baiamonti, nel parcheggio dell’ex edificio della Telecom sul lato del cavalcavia verso Servola. Ormai la sbarra che regolava il flusso delle entrate è fuori uso e divelta, permettendo l’accesso a chiunque e il conseguente accatastamento di pannelli di legno, finestre e uno scaldabagno.

Spostandosi al parcheggio della Risiera, oltre alle immondizie nelle zone verdi, è stata presumibilmente abbandonata un’auto semi-distrutta, con un finestrino e un faro rotti e senza la targa. Una scena non inedita, ma colpisce assistervi nei pressi di un monumento così tragico e significativo per la città e il Paese intero.

Giungendo quindi dove via Frigessi incrocia strada della Rosandra, a pochi passi dal Pane Quotidiano, sulle rotaie della ferrovia sono stati abbandonati numerosi oggetti d’uso casalingo: un cesto per il bucato, sdraio, giocattoli e così via. Perfino un allegro alberello di Natale. Risultato di questa incuria, come segnala il consigliere circoscrizionale Semenzato, il proliferare di topi nella zona. Infine, non molto lontano, in via Morpurgo si trova l’ultima discarica, appena dietro ai bottini per le immondizie. Qui divani, poltrone, un asse da stiro e altri oggetti occupano un terreno privato, come già avvenuto in passato.

«La polizia ambientale a suo tempo si era interessata alla pulizia e allo sgombero, ma essendo il terreno aperto il problema si è riproposto», scrive nella sua mozione Semenzato. Ogni anno il comune spende mediamente 500 mila euro per la pulizia delle discariche. «Così cittadini onesti pagano coi loro tributi questi comportamenti incivili», commenta l’assessore all’Ambiente Luisa Polli. L’assessore ha compiuto qualche tempo fa un sopralluogo con il presidente della settima circoscrizione, Roberto Sain, e realizzato una mappatura delle discariche nella provincia, alcune talmente irraggiungibili che servirebbe l’intervento di scalatori professionisti per ripulirle. «Mentre continuiamo a ripulire le discariche – spiega l’assessore –, cerchiamo una soluzione a lungo termine, come ad esempio la chiusura delle aree in questione e la realizzazione di un centro di raccolta aperto 24 ore su 24». Quest’ultimo è previsto nel piano per la riqualificazione delle periferie e dovrebbe sorgere nel parcheggio di fronte a villa Revoltella. Quando si parla di “discariche abusive”, si dovrebbe precisare la differenza tra l’abbandono di rifiuti e la vera e propria discarica abusiva. Quest’ultima si riferisce a un’attività di gestione illegale di rifiuti pianificata e abituale, effettuata da soggetti in accordo tra loro e finalizzata alla sparizione dei rifiuti dietro adeguata contropartita economica.

L’abbandono di rifiuti, invece, viene effettuato occasionalmente e in maniera discontinua da parte di vari soggetti diversi. Anche se inizialmente di lieve entità, esso può tuttavia, nel corso del tempo, assumere le caratteristiche di una vera e propria “discarica abusiva”, come in maniera diffusa nella settima circoscrizione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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