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Morte in barca: Grado sotto choc piange Marocco

L’artista era solito fare la spola tra il suo casone e la Schiusa dove abitava passando con la barca sotto il ponte due volte al giorno. Era esperto e sapeva navigare in ogni condizione meteorologica

GRADO. L’incredibile morte dell’artista Aldo Marocco ha lasciato sgomenta l’intera città. Già la stessa sera, quella di domenica, della collisione della sua barca, uno spiffero con cabinetta a poppa e sottocoperta in centro, la voce è iniziata a girare a spron battuto. Un tam tam che ha coinvolto tutta l’Isola. Ha lasciato sgomenti la modalità dell’incidente, ma soprattutto perché la vittima rappresentava un personaggio a Grado. Era non solo un noto artista ma anche un profondo conoscitore e studioso dell’Isola e della laguna. Una persona integerrima e molto riservata.

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Aldo Marocco con la sua barca era passato sotto il ponte migliaia di volte, almeno due al giorno, poiché immancabilmente si recava nel suo casone, peraltro molto vicino a Grado, e poi faceva rientro a casa. L’unico tratto di mare aperto, dalla partenza all’isola della Schiusa dove abitava, è proprio il tratto che va dal ponte all’imboccatura del canale di San Pietro d’Orio. L’altra sera stava rientrando a casa con la moglie che si trovava sottocoperta. Erano da poco passate le 17.30 e l’acqua aveva iniziato a salire notevolmente (il fenomeno dell’acqua alta ha solo sfiorato i moli del porto). Il passaggio sotto il ponte si può effettuare sotto le arcate in cemento, non lungo il tratto girevole che è in allestimento. Come le altre volte è passato sotto l’arcata fra il quarto e il quinto pilone. Forse ha calcolato male l’altezza a disposizione, fatto sta che la cabinetta di poppa è finita contro il pilone in cemento. Aldo Marocco si trovava all’interno di questo riparo e con il contraccolpo o per qualche urto diretto, è caduto all’indietro in acqua. Quasi certamente è morto per annegamento.

Le cause della morte saranno comunque stabilite nel corso dell’autopsia che sarà eseguita a Monfalcone dove la salma è stata trasportata la sera stessa dell’incidente. La barca dell’ottantenne Aldo Marocco è stata posta sotto sequestro, in attesa delle verifiche del caso.

A dare l’allarme è stata la moglie, Francesca Grasso, che si trovava sottocoperta e ha solo udito e sentito i colpi dell’impatto della barca con il ponte. Uscita non ha più visto il marito e ha dato l’allarme contattando via cellulare i figli e componendo anche il numero di soccorso. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno fatto di tutto per rianimare il Marocco, i Carabinieri e, anche con mezzi nautici, Circomare con la Guardia Costiera e i Vigili del fuoco. Fortuna ha voluto che su in terrapieno vicino alla Darsena San Marco, dov’era stato trasportato dalla corrente, sia stato rinvenuto il corpo di Aldo Marocco, in caso contrario si sarebbero dovuti attendere alcuni giorni prima che il corpo tornasse a galla.

Sulla tragedia l’incredulità è assoluta. Nessuno si capacita di come possa essere accaduto un fatto del genere anche perché Aldo Marocco era un esperto, transitato sotto il ponte migliaia di volte e con tutte le più diverse condizioni climatiche.

@anboemo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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