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Monfalcone, la carica dei 2.706 cani: uno ogni dieci abitanti

Amici a quattro zampe in piazza della Repubblica (Foto Bonaventura)

Sono quasi 100 in più rispetto al maggio del 2017 quelli iscritti all’Anagrafe. In vista ulteriori interventi sulle aree di sgambamento già esistenti in città

MONFALCONE A dispetto del suo tessuto urbanistico, fatto in centro, ma non solo, soprattutto di palazzi, Monfalcone ha sempre più residenti a quattro zampe. Si parla di cani, la cui presenza è certificata in modo piuttosto preciso dal registro anagrafico dedicato. Alla giornata di ieri i cani iscritti sono risultati 2.706, quasi uno ogni 10 residenti, poco meno di un centinaio in più rispetto all’inizio di maggio dello scorso anno, quand’erano 2.613. In sostanza in dieci mesi i cani che abit ...

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MONFALCONE A dispetto del suo tessuto urbanistico, fatto in centro, ma non solo, soprattutto di palazzi, Monfalcone ha sempre più residenti a quattro zampe. Si parla di cani, la cui presenza è certificata in modo piuttosto preciso dal registro anagrafico dedicato. Alla giornata di ieri i cani iscritti sono risultati 2.706, quasi uno ogni 10 residenti, poco meno di un centinaio in più rispetto all’inizio di maggio dello scorso anno, quand’erano 2.613. In sostanza in dieci mesi i cani che abitano nelle case dei monfalconesi sono aumentati del 3,6%. Non è un dato di crescita poi così marginale, se si calcola che tra 2015 e 2017 il saldo positivo tra iscrizioni e cancellazioni (a causa di morti e scomparse) è stato di una cinquantina di unità per anno.



Dal 2007 a oggi, però, un piccolo boom c’è stato o, quanto meno, un sempre maggiore legame con Fido, perché 11 anni fa i cani in città erano poco più di 2 mila. Se le difficoltà economiche dell’ultimo decennio, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non hanno aumentato il numero degli abbandoni o scoraggiato adozioni e acquisti di quattro zampe di razza, è nell’ultimo anno, in cui forse la “ripresina” si è fatta un po’ più consistente, che gli amici a quattro zampe sono aumentati. Il numero noto al Comune è del resto attendibile, perché l’iscrizione all’Anagrafe canina e la dotazione del microchip sottocutaneo di riconoscimento sono dovuti per legge e a livello locale non sono mai state presenti situazioni diffuse di irregolarità. Iscrizione e microchip del resto forniscono una garanzia di poter ritrovare il proprio cane in caso di smarrimento.



Monfalcone, d’altro canto, sta cercando di diventare sempre più una città amica degli animali, impegno peraltro assunto dal sindaco Anna Cisint e dalla futura amministrazione ancora in campagna elettorale nell’autunno del 2016. Oltre a provvedere alla sistemazione degli spazi già esistenti (in via Fermi, via Zappata e via Portorosega), Sono state create le aree di sgambamento e agility nel parco della Rimembranza in via dei Cipressi, dotate di fontanella dell’acqua, panchine per gli accompagnatori dei cani, piccoli ricovero per gli attrezzi.

Nel giro di due settimane nel parco partiranno ora i lavori di rifacimento dell’impianto di illuminazione pubblica. Un intervento a generale miglioramento della situazione del giardino pubblico, ma utile anche a chi volesse frequentare e chi già frequenta l’area con i propri cani alla sera. Intanto, da maggio e per un paio di mesi lo spazio dedicato all’agility ospiterà, al sabato mattina, delle lezioni di agility gratuite a cura di un’associazione dell’Isontino.

L’area creata anche per ospitare competizioni, nazionali o internazionali, al cui arrivo l’amministrazione continua a lavorare, sarà poi a disposizione dei cittadini che volessero cimentarsi con i propri cani nella specialità. Per farlo, però, sarà consigliato di affiliarsi a una delle associazioni che la praticano.

L’obiettivo rimane sempre quello, come spiega la consigliere delegata dal sindaco Giuliana Garimberti, di diffondere conoscenza e sensibilità nei confronti dei cani e, a livello complessivo, del mondo animale. Non a caso c’è sempre il desiderio di favorire l’incontro tra associazioni del settore, amici a quattro zampe e bambini, iniziando dalla scuola primaria, ma non escludendo i ragazzini delle medie. Magari utilizzando proprio gli spazi di via dei Cipressi.