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La violenza sulle donne non accenna a diminuire

I dati di “Sos Rosa”: «Nel 2017 i casi seguiti sono stati 113. In questi mesi già 44» L’età media delle vittime è di 47 anni e nell’80% dei casi si tratta di italiane

La violenza sulle donne è ancora una volta in leggero aumento a Gorizia ma si denuncia di più e, nel contempo, crescono e si sviluppano i servizi per far fronte al problema.

Rimane chiaro però che ciò che si vede è solo la punta dell’iceberg e il vero lavoro continua ad essere convincere le vittime ad approfittare della rete di sostegno predisposta per loro sul territorio.

Ieri, in municipio, a fare il punto sono stati tutti i principali attori istituzionali che si stanno occupando del tema. Al di là dei numeri, il clima sembra essere di forte attenzione e di coordinamento. Ad esempio il Pronto soccorso, per tramite del suo responsabile infermieristico Martinelli, ha fatto presente: «Abbiamo una stanza dove possiamo ospitare le persone vittime di violenza per 72 ore. Ci stiamo anche attrezzando con dei corsi di formazione per i nostri operatori in modo da interfacciarci con questo problema nel migliore dei modi». L’ospedale è in rete con la Uti, con le associazioni e, con la Regione in particolare, si sta cercando di aiutare gli addetti ad individuare i segnali di possibili violenze nelle parole di chi si presenta in Pronto soccorso. In questa sede si sono registrati, nel 2017 e nel 2016, 33 casi di violenza di genere, mentre erano 26 nel 2015. Da sottolineare che chi arriva in Pronto soccorso è di solito un caso grave.

Ieri, in sala bianca, erano molto attesi anche i numeri che ogni anno fornisce “Sos rosa”. I dati del 2017 parlano di 113 casi mentre quelli registrati dall’inizio dell’anno sono già 44. Quello che colpisce è che molte persone rimangono in carico al servizio per anni, dato che il problema evidentemente non si risolve. Questo perché, a quanto pare, da Sos rosa finiscono soprattutto donne che vivono in condizioni di disagio economico. Quelle che hanno più possibilità si rivolgono invece spesso ad amici o parenti e comunque si mantengono da sole. Nel 2018 i nuovi casi quindi sono stati 9, nel 2017 64. L’età media delle vittime è di 47 anni e nell’80 per cento dei casi si tratta di italiane. Poche le denunce partite da Sos rosa se si considera che, da gennaio, sono state solo 13. Parecchi invece i minori coinvolti (21 nel 2018, 44 nel 2017). L’associazione riporta però anche elementi positivi, con l’apertura di un nuovo sportello ad Aquileia. Ieri hanno fatto un quadro della situazione anche diversi rappresentanti del Comune: gli assessori Silvana Romana e Marilena Bernobich e il sindaco Rodolfo Ziberna, ma anche la dirigente per il settore del Welfare nell’ambito della Uti Collio – Alto Isonzo, Maura Clementi.

Bernobich ha sottolineato: «Nella giornata della donna non si può non ricordare che, accanto alle conquiste sociali, politiche ed economiche, le donne sono ancora costrette a subire violenze e discriminazioni nella vita di tutti i giorni, sia in ambito lavorativo che nella vita privata. Non è sufficiente dire “no” alla violenza verso le donne, bisogna dire un sonoro “no” a ogni tipo di violenza, perché troppe volte quello che viene a mancare è proprio il rispetto nei confronti degli altri. Per questo – continua la rappresentante delle Pari opportunità – l’imperativo categorico di questa amministrazione è la promozione delle cultura del rispetto e l’uguaglianza di genere fin dalla giovane età. Il Comune non intende restare fermo a guardare ma farsi attore e promotore della lotta alla violenza, rafforzando la collaborazione con le associazioni, le forze dell’ordine e i singoli che si occupano di tutelare le persone vittime di soprusi e sostenendo progetti, eventi, conferenze per sensibilizzare le persone sulla violenza di genere».

Per il Comune c’era anche il comandante dei vigili urbani, Marco Muzzati, il quale ha segnalato che «con tremila controlli di residenza si riesce ad avere un quadro delle situazioni di disagio». Quest’ultimo è ben presente se si considera, come ha sottolineato Clementi, che «sono 100 le famiglie seguite in percorsi di aiuto alla genitorialità mentre sono solo 2 le donne e 3 i minori maltrattati che hanno chiesto un supporto nel 2017. Erano 5 nel 2016».

In Municipio c’era anche il prefetto di Gorizia Massimo Marchesiello il quale ha parlato di «una maggiore propensione alla denuncia negli ultimi tempi, anche per l’attenzione mediatica dovuta agli incalzanti fatti di cronaca». È stata un’utile mattinata di riflessione.

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