Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

La ripartenza del tram di Trieste slitta a dopo l’estate

L’officina dove nei mesi scorsi sono state rimesse a nuovo le vetture accidentate del T

Niente di fatto per aprile. Non c’è ancora alcuna data certa: troppe le variabili. A fine mese i progetti andranno all’Ustif, che avrà fino a 60 giorni per dare l’ok

TRIESTE Niente tram ad aprile. L’auspicio del sindaco Dipiazza va in fumo ancora una volta e la riapertura della linea tranviaria Trieste-Opicina, ferma dall’incidente avvenuto nell’agosto 2016, slitta nuovamente. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, la trenovia non sarà comunque attiva prima della fine dell’estate o dell’inizio dell’autunno. «Noi cerchiamo di fare tutto il prima possibile» rassicurano da palazzo Costanzi. «L’iter non è del Comune, ma dell’Ustif – sottolinea un Dipia ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

TRIESTE Niente tram ad aprile. L’auspicio del sindaco Dipiazza va in fumo ancora una volta e la riapertura della linea tranviaria Trieste-Opicina, ferma dall’incidente avvenuto nell’agosto 2016, slitta nuovamente. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, la trenovia non sarà comunque attiva prima della fine dell’estate o dell’inizio dell’autunno. «Noi cerchiamo di fare tutto il prima possibile» rassicurano da palazzo Costanzi. «L’iter non è del Comune, ma dell’Ustif – sottolinea un Dipiazza abbastanza spazientito –. Vorrei lamentarmi con i servitori dello Stato, perché per ogni pratica che affrontiamo dobbiamo aspettare mesi».



Al momento si sta procedendo con la progettazione e le gare della prima tranche di interventi di manutenzione straordinaria e di sicurezza richiesti dall’Ustif, l’ufficio ministeriale con sede a Venezia incaricato di dare l’ok per la ripartenza, affinché il tram possa tornare entro breve. Grosso modo l’insieme di opere riguarda la sostituzione di una parte delle rotaie, il rinnovo della linea elettrica di contatto e la sistemazione dei marciapiedi delle fermate. Poi si penserà alle restanti attività di ripristino, che proseguiranno almeno fino al 2020.

La prima data importante dunque è la fine del mese di marzo. Quando, cioè, gli uffici tecnici del Municipio consegneranno i singoli progetti alla Regione, che a sua volta invierà la documentazione all’Ustif per la valutazione. Quali sono in particolare? I tecnici gestiscono contemporaneamente più fronti: SerFer, società incaricata con appalto, sta ultimando il progetto per la sostituzione dell’armamento ferroviario, concentrato sulle criticità rilevate e su altri tratti da sistemare; la società ha anche in mano la direzione lavori. Un altro progetto, riguardante la sistemazione di alcuni marciapiedi e stazioni, è realizzato direttamente da palazzo Cheba. Ultimo sforzo, è stato conferito l’incarico per la progettazione, l’esecuzione e risoluzione di alcune problematiche inerenti la linea elettrica. Ed è sulla via maestra anche la revisione quinquennale della funicolare, che scade proprio in questo periodo, di cui si sta occupando Trieste Trasporti. La conferma arriva dal presidente Piergiorgio Luccarini: «I lavori li terminiamo a fine marzo, massimo ai primi di aprile, poi l’Ustif verrà a fare il collaudo».


I fascicoli contenenti i progetti saranno spediti appunto entro marzo alla Regione, che poi li passerà all’Ustif. Quest’ultimo ha a disposizione 60 giorni per approvare il tutto ma, chiariscono subito da Venezia, questi sono i tempi massimi, solitamente ci si mette molto meno. Ipotizziamo almeno metà dei giorni indicati, quindi un mese. Si arriva ad aprile. Una volta ottenuto il nulla osta da Venezia, la Regione, che periodicamente si riunisce in un tavolo tecnico assieme a Comune e Trieste Trasporti, autorizzerà l’inizio effettivo dei lavori. Tra un ok e l’altro, proprio il tavolo tecnico potrebbe richiedere all’Ustif un incontro per capire con sicurezza se si sta percorrendo correttamente l’iter richiesto.

Tuttavia, anche nel caso dell’esecuzione dei lavori, non si possono ancora fornire date certe, perché ogni progetto ha una sua durata specifica. Si può andare da un minimo di qualche settimana a un massimo di tre mesi. Mal che vada si arriva a luglio. Ecco che poi sarà nuovamente l’Ustif a intervenire per un collaudo definitivo. Insomma, la speranza dunque è che entro l’estate si possa far ripartire il tram.



Il Comune ancora non si sbilancia a dare una data definitiva: troppe le variabili in gioco. Intanto lavora parallelamente all’appalto per la fornitura dei nuovi binari, che sostituiscono quelli individuati come critici anche dall’Ustif, e delle traversine dei corrispondenti tratti (ma in futuro verranno cambiati anche tutti gli altri che sono risultati vecchi, ndr), materiali che vengono fatti su misura e che quindi non si trovano già pronti sul mercato. Così come si sta dando da fare per l’accordo quadro sulla manutenzione, messa in sicurezza e aree verdi della linea con un appalto già avviato, finanziato con parte dei fondi previsti dall’amministrazione, che in totale corrispondono a 800 mila euro (3,1 milioni di euro, invece, li aveva stanziati la giunta Serracchiani in sede di bilancio).