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In 150 a lezione di sport da Granbassi e Macrì

Gli studenti delle scuole Weiss e Campi Elisi hanno aderito al progetto del Coni Le due campionesse triestine hanno risposto alle tante curiosità dei ragazzi

Sono 150 gli studenti degli istituti comprensivi Weiss e Campi Elisi che hanno incontrato le campionesse sportive Margherita Granbassi e Federica Macrì nell’Auditorium del Museo Revoltella, nell’ambito di “Scuole aperte allo sport”. Il progetto, dedicato ai ragazzi delle medie e promosso dal Coni e dalle Federazioni sportive nazionali, in collaborazione con il Miur e con il sostegno di Samsung Electronics Italia, quest’anno coinvolge in via sperimentale 100 istituti su tutto il territorio nazionale, con 1.500 classi e circa 30 mila giovani.

Una proposta dedicata a scuole, insegnanti e studenti per consentire la scoperta di discipline sportive nuove in grado di stimolare e appassionare i ragazzi, trasmettendo loro anche i valori intrinseci ad esse. «Lo sport insegna la correttezza verso l’avversario e il rapporto coi propri limiti» ha dichiarato in apertura l’assessore comunale all’Educazione Angela Brandi, che ha poi ricordato la recente classifica del Sole 24 ore in cui Trieste risulta la città più sportiva d’Italia. «La prima associazione sportiva è nata a Trieste nel 1790 e lo sport fa parte dell’humus di questa città – ha sottolineato il presidente del Coni Fvg, Giorgio Brandolin –. Ricordate che esso vi permette di acquisire dei valori che vi saranno utili per tutta la vita».

Il moderatore dell’incontro, il giornalista e scrittore Giancarlo Padovan, ha quindi introdotto agli studenti le due ospiti d’eccezione e chiesto di raccontare il loro rapporto con il mondo sportivo ai tempi delle scuole medie. «Gli insegnanti mi hanno sempre aiutata a coniugare lo studio e lo sport – ha ricordato la ginnasta Federica Macrì –, in un momento difficile in cui non riuscivo quasi mai a uscire con gli amici e mi dovevo concentrare solo sull’allenamento».

La schermitrice Margherita Granbassi ha potuto rivivere il ricordo dei suoi anni scolastici accanto alla sua professoressa di educazione fisica delle medie, proprio alla Campi Elisi dove gareggiava nelle corse campestri con Daniela Chmet, oggi campionessa di Triathlon, che la batteva sempre. «Margherita era aperta a tutti gli sport – ha narrato la professoressa della Granbassi – e le avevo promesso che se mai avesse partecipato alle Olimpiadi, sarei andata a vederla. E così è stato qualche anno dopo ad Atene».

È stato quindi il turno degli studenti presenti nell’auditorium di porre le loro domande alle due atlete. «Avete dei rituali prima della gara?» ha domandato Riccardo per primo. «Sono molto metodica e mi reco molto presto in palestra – ha spiegato Granbassi –, perché devo respirare l’aria del palazzetto per concentrarmi e faccio stretching con una musica in crescendo, mettendo sempre “don’t stop me now” dei Queen». A differenza di Federica Macrì, la Granbassi ha ammesso di essere piuttosto superstiziosa e di portare sempre con sè dei portafortuna ovvero un guanto da scherma disegnato dal padre e una maglietta della Juventus. Una volta rotto il ghiaccio, gli studenti hanno sfogato tutta loro curiosità e voluto sapere cosa avesse spinto le atlete a iniziare la loro carriera, quali persone costituissero un punto di riferimento, quali altri sport avrebbero voluto praticare e così via.

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