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Grado, stop ai migranti ospiti della parrocchia

Dopo Fossalon anche Boscat e Belvedere si ribella. Don Cabass riferisce la contrarietà dei residenti alla Caritas diocesana

GRADO. I residenti di Belvedere e di Boscat si schierano compatti contro l’arrivo di otto migranti a Belvedere di Aquileia. Il parere è emerso nel corso di una riunione, svoltasi l’altra sera, che doveva in un primo tempo essere riservata al consiglio pastorale parrocchiale del quale fanno parte anche quelli Boscat. Ma l’incontro è invece diventato pubblico in quanto la notizia ha cominciato a girare e la gente del luogo ha voluto conoscere cosa stesse accadendo.

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Gli abitanti gradesi della frazione di Boscat gravitano, per quanto concerne la Chiesa, su quella della vicinissima Belvedere poiché, pur avendo in loco una chiesetta, non possono contare su alcun sacerdote. Ecco perché le problematiche della chiesa di Belvedere (località che fa parte del Comune di Aquileia) e quelle di Boscat (Comune di Grado) sono comuni a entrambi. Gli abitanti di Belvedere sono solo una trentina, mentre gli abitanti di Boscat poco più di una cinquantina e, per di più, anche residenti in case spesso distanti una dall’altra. Ebbene a Belvedere, accanto ai trenta residenti dovevano essere ospitati otto migranti; un rapporto numerico che ha preoccupato la piccola realtà, compresa quella della vicina Boscat.

Veduta di Belvedere con la chiesa e...
Veduta di Belvedere con la chiesa e le abitazioni vicine destinate ad accogliere i migranti; a sinistra in primo piano


La riunione a tratti è stata piuttosto accesa, anche perché alla stessa hanno partecipato pure alcuni politici gradesi, alcuni leghisti con in testa Enzo Tirelli e il forzista Roberto Marin. Quest’ultimo spiega come don Adelchi Cabass, parroco di Aquileia e Belvedere, abbia riferito ai presenti che la Caritas diocesana abbia richiesto la possibilità di ospitare nella casa davanti alla chiesa otto migranti.

Si tratta, come spiegano i residenti di Boscat presenti all’incontro, dell’ex canonica che è stata ristrutturata nel 2003 dove sono stati ricavati due appartamenti che durante l’estate ospitano alcuni sacerdoti. Don Cabass ha parlato dell’unità e carità cristiana, dell’assistenza e dell’ospitalità ma alla fine ha dovuto tornare sui propri passi e riferire alla Caritas che la gente del luogo, per diverse motivazioni, non vuole che siano ospitati in loco i profughi. La preoccupazione, insomma, è tanta. È accaduto un po’ come a Fossalon dove, in quel caso, la Prefettura era pronta, con il Comune che si era dichiarato favorevole, far ospitare dei migranti in un ex agriturismo tutto da ristrutturare secondo il progetto di una cooperativa. Ecco allora che così come a Fossalon e a Grado, Roberto Marin ha colto l’occasione per far riferimento allo Sprar e alle altre forme di ospitalità previste illustrando cosa ognuna comporta. Lo stesso esponente di Forza Italia sottolinea ancora che oltre al fatto che la gente si è dichiarata contraria a ospitare i migranti è stato deciso anche di monitorare strettamente la situazione e che saranno fatti dei presidi.

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