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Foto a seno nudo in chiesa a Ragusa
croazia

Foto a seno nudo in chiesa a Ragusa

Scattate a un’attrice per un documentario di produzione tedesca. Il vescovo: «Scandaloso, andremo in Tribunale»

RAGUSA (DUBROVNIK). Gli ambienti ecclesiastici di Ragusa, e non solo, sono in fibrillazione dopo che un'attrice belgradese di 64 anni, Vesna Knežević, è stata fotografata a seno nudo all'interno di una chiesa, oltre che sui tetti di vari templi e sugli antichi bastioni della città. La performance è stata firmata dal fotografo raguseo Stjepo Brbora, noto per le sue istantanee che ritraggono corpi femminili nudi o in abiti discinti. Le foto scattate nell’antica città dalmata rientrano nell'ambito del film documentario "The Colour Nude", girato da un'équipe della tedesca Deutsche Film und Fernsehakademie Berlin per la regia di Marijana Verhoef, che è peraltro la figlia della 64enne Knežević.

Trieste, Facebook censura la danza a seni nudi in mezzo alle opere d'arte Quanto bacchettone sa essere, alle volte, Facebook. La riprova arriva dal Museo Revoltella di Trieste dove è andata in scena una performance di “Museo in danza”, spettacolo proposto dal Teatro Stabile del Fvg: una ballerina della compagnia AreaArea si è esibita danzando in mezzo alle sculture e ai quadri. Il problema è sorto perché la coreografia firmata da Marta Bevilacqua prevedeva che l’esibizione dell’artista fosse a seno scoperto, in una sorta di gioco di specchi con una statua. La danza è stata trasmessa in diretta Facebook sulla pagina social di “Trieste Cafè”. Ed ecco il patatrac: l’algoritmo messo a punto dai “guardiani” di Zuckerberg ha colto la presenza dei due capezzoli al vento, li ha giudicati “sconvenienti”, non rispondenti agli standard etici stabiliti a Palo Alto e ha immediatamente bloccato la diretta, cancellato il video e bannato la pagina. Fatto bene? Giudicate voi: qui potete vedere la performance integrale di “Museo in Danza” e farvi un’idea se la censura di Facebook sia stata eccessiva o meno.


«Abbiamo scelto Ragusa – ha spiegato la regista – per la luce che la colpisce, per i suoi aspetti storici e le sue bellezze. Fotografando il corpo di mia madre si è voluto rompere il tabù e il confine tra passato e presente. Abbiamo voluto insomma far capire che anche le cinquantenni e le sessantenni possono essere riprese nude, perché bellezza non è solo quella di un corpo giovane. Non vogliamo nascondere rughe e imperfezioni: questo è il concetto della nostra pellicola».

Intanto però gli scatti hanno indignato il vescovo di Ragusa, monsignor Mate Uzinić, che dal suo profilo Facebook si è rivolto ai fedeli sostenendo che l’équipe tv tedesca ha avuto dell’ospitalità concessa. «Sono profondamente addolorato per il comportamento espresso da Brbora, da Verhoef e dal loro gruppo. Si sono volute contrabbandare per arte foto scandalose e irriverenti. Reagiremo con un comunicato e nelle sedi giudiziarie opportune». Insomma si andrà in tribunale, giacché la Chiesa cattolica croata ritiene che a Ragusa sia accaduto un fatto inaudito e inaccettabile. «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno», ha scritto ancora l'alto prelato. Alle cui parole di condanna si sono aggiunte quelle di numerosi sacerdoti. Fra questi fra’ Ivica Majstorović, religioso croato: «Le nostre chiese dovrebbero venire guardate a vista da vigilanti; la Città di Ragusa dovrebbe assicurare con adeguati mezzi finanziari la sacralità dei templi. Andrebbero pagate delle guardie, come succede altrove nel mondo, per impedire che nelle chiese entrino persone vestite in modo indecente. E se il Comune non dispone di questo denaro dovremo essere noi, fratelli sacerdoti, a risolvere questo vergognoso andazzo».

Chiamato in causa dai religiosi, Brbora ha dichiarato che tanto lui quanto i suoi collaboratori si sono mossi in modo discreto e senza attirare attenzioni di chicchessia, consci che le foto di nudo avrebbero potuto offendere i ragusei di fede cattolica. «Abbiamo rapportato le bellezze di Ragusa con l'erotismo, superando stereotipi e pregiudizi sul fatto che solo i corpi giovani sono belli quando senza abiti. Abbiamo vinto una sfida e ne siamo molto soddisfatti». La Chiesa cattolica croata lo è molto meno; e promette di adire le vie legali.
 

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