Quotidiani locali

Fondi per sistemi di sicurezza, 89 beneficiari

Oltre 35 mila euro in tutto destinati dalla Regione a cittadini muggesani. Otto invece i non ammessi

MUGGIA . Esattamente 89 beneficiari per oltre 35 mila euro. Questi i numeri principali delle adesioni dei cittadini muggesani ai contributi regionali per l’acquisto e l’installazione di sistemi di sicurezza. La graduatoria delle agevolazioni fiscali inerenti il “Programma regionale di finanziamento in materia di politiche di sicurezza” è stata redatta dal Comune di Muggia (sul sito istituzionale tutti i dettagli).

Soddisfatto l’assessore comunale alla Polizia locale Stefano Decolle: «È una buona notizia il fatto che i nostri concittadini abbiano potuto usufruire di un finanziamento regionale di questo tipo. Non appena vi saranno altri bandi pubblici cercheremo di informare al meglio i muggesani affinché vi possano aderire». Il progetto, approvato con delibera della giunta Serracchiani il 22 luglio del 2016, ha visto tra gli interessati anche il Comune di Muggia: esattamente 35 mila 103,14 euro la cifra finanziata dalla Regione per i contribuenti muggesani. «L’obiettivo dichiarato del programma era quello di prevenire e fronteggiare i fenomeni di microcriminalità del territorio, attraverso il rimborso delle spese sostenute dalle persone fisiche per l’acquisto e l’installazione ed attivazione di sistemi di sicurezza nella casa di abitazione», ricorda l’assessore Decolle. Decisamente lungo l’elenco dei sistemi ammessi a contributo: antifurto, antirapina e/o antintrusione, videosorveglianza (esclusi gli impianti di videocitofonia), porte e persiane blindate, grate e inferriate.

Tra le clausole previste determinante il fatto che i sistemi fossero «di nuova produzione» e possedessero «le caratteristiche tecniche conformi alle norme vigenti» con garanzia «per almeno due anni dalla data di installazione». La scadenza per la presentazione delle domande risale al 30 giugno scorso. E pensare che inizialmente le domande di ammissione, a un mese dalla scadenza del bando, erano state soltanto nove. La delibera regionale prevedeva che potessero essere finanziati solamente gli interventi eseguiti su immobili o porzioni di essi, quali case singole o appartamenti in condominio (esclusi in quest’ultimo caso gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici) nei quali risiedeva il nucleo familiare della persona fisica richiedente, la quale poteva presentare una sola domanda di contributo.

Se in 89 sono riusciti a ottenere dei rimborsi da un minimo di 525 a un massimo di 1.500 euro, otto muggesani invece non ce l’hanno fatta. Diverse le motivazioni

per la mancata ammissione delle domande. Da chi non aveva la residenza nell’immobile oggetto dell’intervento, a chi – ed è il caso che è andato per la maggiore – ha fatto sostenere la spesa a un soggetto diverso dalla persona fisica richiedente il contributo. (ri.to.)

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