Quotidiani locali

Dal Preval la prima Via Crucis transfrontaliera

Messa a Gradno-Višnjevik, in Slovenia. Don Qualizza: «Chiesa gremita. Ricordata l’opera di Zoran Mušič »

MOSSA. La scorsa domenica di Quaresima si è aperta una finestra di primavera, inaspettata che ha fatto apprezzare alla numerosa comitiva di pellegrini della nostra diocesi di Gorizia la bellezza del Collio, certo ancora quella sua veste invernale, ma con la bellezza della sua chiesette bianche e la bianca corona delle alpi innevate.

Dopo la partenza dalla chiesa del Preval a Mossa, ci si è portati a Gradno-Višnjevik dove si è subito sperimentata una semplice ma calorosa l’accoglienza da parte della comunità. «Il rito - spiega don Maurizio Qualizza - si è svolto in una chiesa colma di oltre un centinaio di persone ed è iniziato con il saluto e la preghiera nelle due lingue da parte del parroco di San Lorenzo di Nebola, don Emil Kramar e di don Maurizio Qualizza. Quindi, le preghiere del pio esercizio, sottolineato con maestrìa e dolcezza dalle note del coro locale, si sono svolte alternandosi in sloveno e italiano e hanno visto la partecipazione dei membri dell’Ordine francescano secolare di Gorizia e Nova Gorica, del Rinnovamento dello Spirito Santo italiano e sloveno, dei fedeli di Mossa, Lucinico, San Floriano e Gradno, del parroco don Valter Milocco e di don Marjan Markezic, parroco di Piuma e San Mauro».

Al termine il ringraziamento e saluto reciproci per un piccolo evento ma nello stesso tempo storico, la prima volta di una Via Crucis comune sul Collio, a memoria della gente del posto almeno dal 1945 quando il confine di Stato divise, si pensava per sempre, due mondi. A conclusione, la guida turistica locale signor Herko Saksida, ha illustrato ai presenti, alternandosi con bravura nelle due lingue, la figura e l’opera di Zoran Mušič e della sua Via Crucis dipinta durante la Seconda Guerra mondiale, prima del suo internamento nel campo di concentramento di Dachau, fatto che ha rivoluzionato la sua arte pittorica. Nella chiesa ha poi brevemente presentato le altre opere pittoriche de noto artista Lojze Spacal.

Ma il 13 maggio, solennità dell’Ascensione, ci sarà un altro momento comune nella partecipazione alla via Crucis di tutto il Collio a San Martino di Quisca nella chiesa di Santa Croce (Sv. Križ na Taboru), che custodisce il famoso altare della Passione, di scuola austriaca, risalente al 1515.

Un’ulteriore occasione di amicizia e preghiera per intessere legami di fede, una convivialità che si fa ricca proprio nelle differenze di lingua e cultura. Una generosa agape

fraterna, preparata dalla gente del luogo, nella vicina casa parrocchiale riscaldata, ha permesso di continuare a vivere quelle relazioni che sono il fattore importante e decisivo del sentirsi fratelli nella fede, fatto che, si è percepito, rende insignificante un confine.



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