Quotidiani locali

Smog, archiviata la “zona rossa”

Nessuna sanzione nonostante i tanti controlli disposti dai vigili urbani

Niente sanzioni. Pochissime violazioni. Tanta informazione. Parecchi controlli.

A fine febbraio si è chiuso il periodo di divieto di transito per le vecchie auto nella cosiddetta «zona rossa», ovvero in un’area circoscritta del centro storico. Il provvedimento, attivato per il secondo anno consecutivo dall’amministrazione comunale di Gorizia, rientrava fra le misure preventive previste dal “Piano regionale contro l’inquinamento” volte a limitare le situazioni che possono far aumentare la presenza di sostanze nocive (polveri sottili in particolare) nell’aria.

In realtà le limitazioni riguardavano, come detto, i mezzi più vecchiotti ovvero le auto antecedenti la classe Euro 4 nonché i motoveicoli e i ciclomotori con tipologie antecedenti la classe Euro 3 e, di questi, ne circolano probabilmente pochini visto che i vigili urbani, pur avendo effettuato regolari controlli, non hanno comminato neppure una multa.

È altrettanto vero che, soprattutto inizialmente, si è cercato di sensibilizzare gli automobilisti più che di sanzionare ma, in ogni caso, gli automobilisti si sono davvero dimostrati molto diligenti e, come detto, non è stato elevato alcun verbale nell’area interessata dal provvedimento che coinvolgeva le vie Crispi (da via De Gasperi a Corso Verdi), Oberdan (da piazza Vittoria a corso Verdi), Morelli (da Via Crispi a via Oberdan),Petrarca(da corso Verdi a piazza Battisti), Dante (tutta), Boccaccio (da corso Verdi a via Cadorna) e corso Verdi (da Via Crispi a via Mameli). «Con la realizzazione del Pac (Piano d’azione comunale, ndr) di Gorizia – ribadisce oggi l’assessore all’Ambiente, Francesco del Sordi – si è cercato di conciliare le azioni di prevenzione dell’inquinamento, come prevede la legge, alla necessità di evitare disagi ai cittadini e questa soluzione, già sperimentata lo scorso anno, appare come la più idonea». Eppure, più di qualcuno, soprattutto sui gruppi Facebook più frequentati, dimostrò di malsopportare la reintroduzione della zona rossa.

Eppure, c’erano anche molte deroghe e l’accesso veniva consentito a veicoli adibiti al trasporto pubblico di linea o turistico con pullman, autobus, scuolabus, taxi e autovetture in servizio di noleggio con conducente e veicoli con almeno 3 persone a bordo, conducente compreso, in analogia alla metodica car-pooling. Hanno potuto circolare anche veicoli per servizi socio-sanitari e per il soccorso sanitario, compresi quelli dei medici e dei veterinari, muniti di apposito contrassegno distintivo.

Da rammentare una volta di più che le misure preventive contro l’inquinamento erano scattate (e sono andate avanti sino al 27 febbraio scorso dalle 18 alle 20) per i veicoli più “vecchi”, ovvero le auto a benzina o a gasolio Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 e i motoveicoli e ciclomotori Euro 1 ed Euro 2. Fino al 27 febbraio, dalle 18 alle 20, non potevano circolare su alcune strade del centro cittadino e, per la precisione, nelle vie Crispi (da via De Gasperi a Corso Verdi), Oberdan (da piazza Vittoria a corso Verdi), Morelli (da Via Crispi a via Oberdan), Petrarca (da corso Verdi a piazza Battisti), Dante (tutta), Boccaccio (da corso Verdi a via Cadorna) e corso Verdi (da via Crispi a via Mameli). È quanto prevede il Pac, ovvero il Piano d’azione comunale, varato lo scorso anno, sulla base delle indicazioni contenute nel piano regionale del settore. Erano interessati veicoli a gasolio e

benzina con tipologia di emissioni antecedenti alla classe Euro 4, nonché dei motoveicoli e dei ciclomotori con tipologie antecedenti alla classe Euro 3, come riportato sulla carta di circolazione per i motoveicoli e sul certificato di circolazione per i ciclomotori. (fra.fa.)

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro