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Municipio pronto il 5 maggio, poi il bar

Slitta a dopo Pasqua l’apertura. Un bando affiderà lo spazio aggregativo e di ristoro. Caccia ai fondi per la parte museale

Il “nuovo” municipio, che ha mutato in modo radicale il proprio aspetto interno, oltre a essersi dato con i lavori di restauro fondamentale e ossatura molto più solida, sarà inaugurato il 5 maggio. Da quella data tornerà a essere parte della città, come non è più dal 2011. L’amministrazione comunale aveva sperato di poter aprire il palazzo a Pasqua. Ci vorrà invece un mese in più. A prendersi un tempo superiore al previsto è non tanto il trasloco degli uffici e degli arredi della sala del Consiglio comunale, quanto i collegamenti tecnologici. All’interno dell’edificio, dove ieri il sindaco Anna Cisint ha effettuato un nuovo sopralluogo con il coordinatore del progetto di restauro, l’ingegner Edino Valcovich, si sta mettendo mano alle finiture di dettaglio. Ad esempio dello scalone centrale, coronato dalla nuova illuminazione.

La sala del Consiglio è già ritornata allo splendore originale, nascondendo un cuore tecnologico. Tutta cablata, la grande aula al primo piano, dove sono già stati ricollocati gli affreschi di epoca tardo medievale, attende però l’installazione di un vero e proprio “videowall”, costituito da quattro grandi schermi cui se ne aggiungerà un quinto a tecnologia Lcd. Il trasferimento avverrà quindi a fine aprile, anche se l’opera sarà consegnata al Comune dall’impresa esecutrice il 25 marzo.

La prossima settimana sarà invece pubblicato il bando per l’allestimento e la gestione del caffé Municipio, «elemento caratterizzante rispetto al progetto della giunta Altran, come lo spazio museale adiacente al locale pubblico». Lo ha rivendicato il sindaco Anna Cisint ieri, facendo il punto sulla realizzazione del restauro dello storico palazzo, ormai davvero in dirittura d’arrivo. Se l’apertura del caffé potrebbe avvenire entro l’anno, ora che di fatto è stato risolto in via definitiva, pare, il contenzioso con l’ultimo gestore del locale, lo spazio museale rischia però di attendere di più. L’amministrazione comunale potrà intervenire solo quando la Regione concederà gli spazi finanziari necessari per mettere mano all’allestimento dell’area a piano terra che ha restituito i resti della Monfalcone medievale. L’investimento richiesto si aggira comunque sul mezzo milione di euro, che l’ente locale è in ogni caso già pronto a spendere. «Caffé e museo sono due elementi fondamentali – ha spiegato il sindaco –, perché sono il perno del percorso storico-pedonale che andrà dal Pilo, sul lato meridionale di piazza Repubblica, al museo del municipio sino al duomo, su cui si fonderà il progetto di riqualificazione del centro, per il quale c’è un impegno di un milione 500 mila euro del Fondo Gorizia». I restanti 500 mila euro assegnati al Comune dalla Camera di commercio saranno invece messi presto a bando per consentire ai commercianti di contribuire alla riqualificazione del cuore della città.

Dal canto suo la giunta ha intanto messo particolare attenzione alla delibera approvata lunedì per arrivare all’individuazione del gestore del bar, che, come in precedenza, si affaccerà su piazza della Repubblica e piazza Unità, da cui si accederà anche allo spazio museale, dove si pensa di inserire il grande mosaico romano della villa di via delle Mandrie ora custodito nel Museo di Aquileia. «L’obiettivo del progetto cui stiamo lavorando è quello di un percorso unitario fra il duomo e salita Granatieri – ha detto Cisint – e quindi il bar dovrà essere un elemento di distinzione e richiamo in uno dei punti di maggior interesse della città». In base ai criteri del bando saranno perciò privilegiati quei progetti che riproporranno adeguatamente la funzione dell’edificio che sin dalla sua costruzione, nel 1860, è stato destinato a ospitare il caffè di maggior prestigio della piazza.

Il locale, che comprende un’ampia parete in vetro con veduta sulle fondamenta della città medievale, dovrà comprendere uno spazio-servizio informativo turistico, anche in forma di totem o schermo interattivo (i contenuti di carattere turistico e sugli eventi saranno forniti e aggiornati dal Comune). La piccola sala adiacente, comunicante con

l’atrio del municipio, potrà essere impiegata come spazio per la lettura e di rappresentanza e quindi andrà arredata di conseguenza. Sarà premiata anche la qualità del servizio offerto, da garantire in sostanza con il livello di attività già in essere.

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