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Addio a Zimanyi, ultracentenario magiaro

Era arrivato a 13 anni dall’Ungheria. L’impegno politico nei socialdemocratici e il lavoro in cantiere

Monfalcone perde uno dei suoi ultracentenari. Rodolfo Zimanyi, che il secolo di vita l’aveva festeggiato all’inizio del 2017 nella sua abitazione di via Manin, a Panzano, si è spento lunedì a 101 anni. A Monfalcone Zimanyi non era nato, approdandoci solo a 13 anni, quindi nel 1930, e scoprendo una realtà molto distante da Budapest, la grande città dal passato imperiale in cui aveva visto la luce il 12 gennaio del 1917, in piena prima Guerra mondiale.

Il padre, il monfalconese Rodolfo Zotti, era del resto un militare italiano, da quanto si tramanda in famiglia, finito in Ungheria forse come prigioniero. La trama della storia familiare è sfilacciata dal tempo e dalla distanza, ma quello che è certo è che Rodolfo padre incontrò un’ungherese. Dalla relazione nacque Rudi, che prese il cognome della madre, Zimanyi, e con lei rimase, quando il genitore rientrò a Monfalcone, nel frattempo passata all’Italia. La madre rimase a Budapest, dove pare si fosse creata una famiglia, avendo altri figli. Rodolfo lascia la capitale dell’Ungheria e da solo raggiunge la città dei cantieri a 13 anni appunto, venendo accolto dai Zotti, per poi essere inviato a Livorno per studiare e diplomarsi come geometra.

Logico punto d’arrivo, come per tanti altri giovani della città e del territorio in quegli anni, un impiego nel cantiere navale, dove entra in anni in cui si stanno addensando le nubi del secondo conflitto mondiale. Nel cantiere navale Zimanyi diventa capoufficio, ma l’impegno nel lavoro non è la sua unica passione, come hanno ricordato un anno fa i nipoti Martina e Davide, figli di Tullio, e Stefano, figlio di Fabio. «Ha dato a tutti noi negli anni ripetizioni di matematica, in cui era davvero molto bravo – hanno spiegato il giorno del compleanno del nonno –, e ogni volta che concludeva una dimostrazione ci scriveva sul quaderno: “Come volevasi dimostrare”». Del nonno ricordano anche quanto fosse bravo e appassionato di tennis.

Senza scordare la politica, che ha visto Zimanyi attivo in città all’interno del Partito socialdemocratico.

Francesco Esposito, indimenticato assessore cittadino, raggiunse i vertici del Psdi che gli fu consegnato proprio da Zimanyi ed Eldere Bon. Si potrà dare l’ultimo saluto a Rodolfo Zimanyi oggi, dalle 10 alle 11, nella cappella del cimitero di Monfalcone. Seguirà la cremazione.

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