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Referendum sull’accoglienza Se ne parla dopo il 29 aprile

Raugna posticipa la consultazione sui migranti a Grado dopo le regionali «Impossibile la concomitanza con altri voti. E non ci sono vincoli di tempo»

GRADO. Non si farà nessun referendum prima delle regionali del 29 aprile. Anche perché non esiste alcuna tempistica obbligata che vincola il sindaco a inserire tale argomento, in un determinato momento, all’ordine del giorno del Consiglio comunale. Sono alcuni dei passaggi dell’intervento fatto da Dario Raugna nell’ultimo Consiglio comunale a proposito del referendum consultivo sull’accoglienza degli immigrati e, contestualmente, del quesito bocciato dai “saggi” che, come risulta possibile in base al Regolamento comunale, il Comitato anti-profughi che l’aveva proposto ha chiesto di discutere in aula. Le dichiarazioni di Raugna hanno registrato ovviamente la dura replica dello stesso Comitato “Grado No immigrati” coordinato da Renato Bonaldo.

Il sindaco ha spiegato, in particolare, che non vi è alcun termine di tempo per l’accoglimento della domanda di esame in Consiglio comunale del quesito referendario bocciato dalla Commissione degli esperti. La decisione di Raugna di non inserire all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale la proposta di deliberazione riguardante il referendum consultivo con il quesito originario è dovuta innanzitutto al fatto che «il quesito del Comitato è stato “bocciato” dalla Commissione poiché non attinente una materia di esclusiva competenza locale, basato su un provvedimento del sindaco inesistente e quindi su un presupposto errato», oltre che «all’inosservanza della Legge regionale 31/2015 e al presupposto che in ogni caso l’accoglienza di “immigrati irregolari e clandestini” (come recita il quesito del Comitato, ndr) non è consentita per legge». Raugna ha altresì precisato che, «sebbene il quesito sia stato già cassato da una Commissione esperta in materia giuridica a garanzia di tutti, il sindaco ha provveduto a inoltrare richiesta di un ulteriore parere a ministero dell’Interno e ufficio Autonomie locali».

Quanto all’impossibilità di effettuare in questo periodo delle consultazioni referendarie, il sindaco ha precisato che queste «non possono venire eseguite in concomitanza con altre operazioni di voto né dopo la pubblicazione del decreto di indizione di elezioni politiche o amministrative». Sicché nessun referendum potrà tenersi fino al 29 aprile. «Inoltre – così Raugna – non ha alcun senso procedere con una delibera senza aver prima affrontato e risolto la questione della legittimità e dell’eventuale danno erariale». Accusato dal coordinatore del Comitato “Grado No immigrati” anche del ritardo della convocazione della Commissione dei “saggi”, il sindaco ha poi osservato che nessuna colpa dei ritardi può venirgli imputata in quanto, pur sollecitato, è stato l’Ordine degli avvocati a ritardare l’indicazione del suo rappresentante nella Commissione. Raugna ha così concluso: «In questi mesi, comunque, le forze politiche presenti in Consiglio potranno ragionare su un quesito diverso che risponda alle osservazioni mosse dalla Commissione».

Fin qui la precisazione del sindaco, contestata come detto da Bonaldo, secondo cui «le esternazioni del primo cittadino in Consiglio denotano un’ingenuità politica di fondo sul tema dell’accoglienza migranti e una malafede politica che nasconde dietro la maschera del buonismo e della benevolenza un ritorno politico, utile allo stesso Raugna a mantenere salda la maggioranza. Chinando il capo alle volontà del Pd, Raugna si garantisce la stampella di Luciano Cicogna, oltre ad evitare eventuali mal di pancia del duo ex Sel di Matteo Polo e Greta Reverdito». Bonaldo chiede ironicamente a Raugna «che fine ha fatto il civico, apartitico ed esclusivo servizio a difesa dei gradesi? Il sindaco crede veramente che un’eventuale adesione allo Sprar metterebbe al sicuro Grado da ulteriori arrivi?». Bonaldo ricorda alcuni esempi concreti, come Udine, dove il sindaco Furio Honsell, nonostante l’adesione allo Sprar, «subisce l’arrivo di ulteriori centinaia di “richiedenti asilo” e la contestuale apertura della caserma “Cavarzerani” come sede dell’accoglienza».

Chiara quindi la posizione del Comitato, che ribadisce il suo «no» allo Sprar e ad ogni altro sistema d’accoglienza. Il Comitato chiede quindi che «il quesito referendario verta non, come vorrebbe il sindaco, su come i gradesi vogliono accogliere, ma se i gradesi vogliono accogliere». Secondo il coordinatore del Comitato anti-profughi, «Raugna si nasconde dietro un presunto obbligo all’accoglienza che non trova invece alcun riscontro nella legge, né tantomeno nei fatti, tant’è che solo un comune su cinque nel territorio nazionale al momento accoglie immigrati, e molti sindaci

si sono opposti con successo all’accoglienza». «Raugna – la chiosa Bonaldo – veramente vuoi mettere a rischio la sicurezza dei bambini e dei nonni gradesi con le tue scellerate politiche sull’accoglienza, per i tuoi scopi personali?».

@anboemo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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