Quotidiani locali

Recupero dell’ex biblioteca al palo

I vincoli della Soprintendenza sulla storica palazzina di Ronchi. In “ghiaccio” i 400 mila euro per i lavori

RONCHI DEI LEGIONARI. Sono fermi e lo saranno chissà ancora per quanto i 400 mila euro assegnati dalla Regione all’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari e che avrebbero dovuto servire alla ristrutturazione della palazzina di via Duca D’Aosta un tempo anche sede della biblioteca. Soldi assegnati attraverso il tavolo territoriale per l’edilizia residenziale e che avrebbero quindi permesso di far rivivere un immobile abbandonato da anni e risolvere, almeno in parte, la fame di case esistente. Abitazioni a regime agevolato di quelle che se ne fanno ben poche negli ultimi tempi. Ma, per ora, quei soldi non potranno essere spesi, in quanto la Soprintendenza regionale ha vincolato l’immobile, per la ristrutturazione del quale, a questo punto, serviranno molti più soldi. «Stiamo cercando di capire quali sono le prescrizioni imposte – ha detto il sindaco Livio Vecchiet – perché, oltre alla facciata, potrebbero essere vincolati anche gli spazi interni e se così fosse l’impresa sarebbe davvero molto più ardua. Il nostro ufficio tecnico è impegnato a confrontarsi con la Soprintendenza in modo da trovare la strada giusta per arrivare, in tempi più celeri, ad una soluzione che ci permetta di poter avviare lavori tanto attesi e necessari».

È sempre più malconcio quell’edificio di fine Ottocento che, nel corso degli anni, fu prima sede dell’ambulatorio comunale e del distretto sanitario, poi della biblioteca e, successivamente, del centro di igiene mentale. Da alcuni anni, troppi, la palazzina che si sviluppa su due piani è abbandonata, il Cim e la sua casa famiglia si sono trasferiti nel rione di Selz e qui non vi opera ormai nessuno. Tante le idee che si sono sviluppate per il suo recupero, mentre, nel recente passato, si pensò anche alla vendita. Tutto ciò a fronte del fatto che non c’erano i soldi e nemmeno i possibili finanziamenti per ristrutturare l’immobile che trova nella centrale via Duca d’Aosta, arteria stradale lungo la quale s’affacciano altri palazzi storici e sulla quale, negli anni passati, si è concluso l’iter che ha portato al recupero di quasi tutta la proprietà del Consorzio di bonifica pianura isontina. Un’operazione dalla quale si stimava potessero essere ricavati tra i 500 e i 600 mila euro. Proprio qualche tempo fa, dopo che naufragò la proposta di realizzare la “Casa della cultura”, per carenza di fondi, l’amministrazione comunale pensò di mettere in vendita l’edificio. Anche in questo caso nulla di fatto. In via Duca D’Aosta cadono gli infissi, si staccano pezzi d’intonaco, il tetto ha visto aprirsi falle che hanno originato infiltrazioni d’acqua pericolose. Non viene garantito alcun tipo di manutenzione, il freddo pungente degli inverni che si sono susseguiti ha causato il deterioramento degli intonaci e il giardino che s’apre sul retro è ormai ridotto all’ombra di se stesso. Non resta che sperare in una soluzione che permetta di impiegare i 400 mila euro assegnati dalla Regione, scongiurando che il degrado possa essere

sempre più evidente e faccia sparire questa struttura che, comunque sia, fa parte della storia di Ronchi dei Legionari, del suo passato e di quando via Duca D’Aosta era la via Consorzio che portava al foto boario e allo stadio comunale.

@luca_perrino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro