Quotidiani locali

La guerra agli evasori frutta al Comune più di mezzo milione

Recuperati nel 2017 420 mila euro di Imu e 120 mila di Tari È il risultato di controlli e recuperi sugli ultimi cinque anni

La riduzione della fiscalità locale per l’anno in corso è stata resa possibile anche dalla lotta che il Comune di Monfalcone ha dichiarato a evasione e morosità. Nel 2017 - ha fatto sapere in questi giorni il sindaco Anna Maria Cisint - è stato recuperato oltre mezzo milione di euro dagli uffici dell’ente, che hanno sempre svolto, va detto, un’accurata azione di accertamento. Lo scorso anno, ad ogni modo, i controlli e l’operazione di recupero hanno fruttato entrate per 420 mila euro di Imu dovuta ma non versata nell’arco dell’ultimo quinquennio e 120 mila euro di pagamenti evasi della Tassa rifiuti, riferiti sempre allo stesso periodo.

«Assieme alla riduzione dei costi gestione della raccolta dei rifiuti pur in presenza di un miglioramento del servizio – spiega Cisint che è anche assessore alle Finanze – e a un’attività amministrativa oculata, il recupero dell’evasione e la lotta alla morosità ci stanno consentendo di attuare una riduzione dell’imposizione fiscale, in modo da rendere Monfalcone un comune conveniente in cui investire, aprire nuove attività e quindi far girare l’economia nel suo complesso». La stessa filosofia guida le decisioni operate sull’Imu, che supera la quota base del 7,6 per mille, da girare interamente allo Stato, solo per grandi imprese e banche. Per tutte le altre attività economiche il Comune ha invece rinunciato a ogni gettito. «Rimane solo la quota appunto del 7,6 per mille per la quale l’ente locale svolge un ruolo improprio di esattore – aggiunge Cisint – per conto dello Stato: una modalità che ci proponiamo di mettere in discussione e modificare». Così sul fronte Imu un capannone industriale o commerciale risparmierà fino a 1.350 euro e un albergo fino a 1.250. A questi risparmi si aggiungerà la riduzione della Tari, dovuta per garantire l’integrale copertura del costo del servizio di raccolta rifiuti. In questo caso un ristorante o una trattoria risparmieranno 730 euro, un bar di 100 metri quadri 212 euro, un negozio di fiori di 50 metri quadri 345 euro e uno di vicinato 80 euro all’anno. Anche le utenze domestiche e quindi le famiglie potranno contare su una riduzione della bolletta, seppur in misura ridotta e a seconda delle specifiche situazioni.

Il gruppo consiliare de La Sinistra attacca però la scelta di bloccare, almeno per il momento, le esenzioni e le agevolazioni sulla Tari pagata nel 2017 da oltre 1.100 cittadini che avevano visto accolta la propria richiesta in base alle loro condizioni Isee e a quanto previsto dal Regolamento approvato dal Consiglio comunale nel 2014.

«Scompaiono le esenzioni e le riduzioni previste dal regolamento Tari del 2014, approvate, all’epoca, con il voto favorevole di Forza Italia e della stessa sindaca», osserva la consigliera de La Sinistra Cristiana Morsolin, sottolineando come la scelta sia stata quella di «penalizzare le fasce più fragili della popolazione residente in città, premiando invece quasi esclusivamente le imprese». La determina di assegnazione dei contributi, che per l’ente locale valgono poco meno di 200 mila euro, è stata

infatti ritirata dall’amministrazione comunale per procedere a ulteriori controlli sui beneficiari. Una volta conclusa la procedura di verifica, l’ente dovrebbe varare un nuovo atto per andare dunque all’assegnazione dei fondi agli aventi diritto.

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