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S’amplia la rotta via mare per il trasporto di bramme

Il servizio avviato dalla Bremer Elena si è affiancato alla triestina Cosulich Tolte dalla strada 15 mila tonnellate di semilavorati di acciaio in 5 giorni

Un nuovo servizio per il trasporto di bramme via mare dal porto di Monfalcone. Ma stavolta le bramme prima vengono sbarcate a Portorosega, poi vengono imbarcate su una nave più piccola che fa la spola tra Monfalcone e Porto Nogaro. Non c’è ora soltanto la triestina Cosulich a fare il servizio di trasporto, comunque molto particolare perché la nave che arriva colma di bramme prima ne sbarca alcune e poi si solleva rispetto al fondale (con meno carico a bordo) e prosegue con il resto a San Giorgio, dove il fondale è più basso e dove scarica tutto quello che trasporta.

Il servizio, seguito dalla Compagnia portuale a Monfalcone e dalla omonima impresa a Porto Nogaro (ma non è della stessa proprietà) e portato avanti per quanto riguarda il cabotaggio dalla Friultrans, è partito con successo alcune settimana e sta già dando i primi risultati. Il volume di bramme trasportate è aggiuntivo a quelle che non sbarcano più a Monfalcone e che già da novembre (con la Cosulich) proseguono il loro tragitto verso il porto di San Giorgio con una nave speciale che ha lasciato a Portorosega un terzo del carico per alleggerirsi.

La nuova rotta prevede il trasporto attraverso un’altra nave speciale, la Bremer Elena che ha iniziato i suoi viaggi togliendo dalle strade circa 15 mila tonnellate di bramme in cinque giorni. Un ulteriore corridoio che amplia dunque la rotta delle bramme che serve i laminatoi dell’Aussa Corno e che potrà fiorire anche grazie agli incentivi regionali (quasi 230 mila euro già stanziati per il 2017 che diventeranno un milione per il 2018 con un contributo di 200 euro a bramma trasportata via mare). È stato raggiunto l’obiettivo prefissato dalla Regione e in particolare della direzione infrastrutture che dipende dall’assessore Maria Grazia Santoro (diretta da Magda Uliana). Sono state accolte le richieste di intervento del territorio, in particolare dei comuni della fascia che va dal Monfalconese alla Bassa friulana invasi e minacciati dai Tir carichi di bramme.

Qualche settimana fa il primo viaggio della motonave Bremer (che batte bandiera tedesca) arrivata di prima mattina a Porto Nogaro, proveniente da Monfalcone, dove ha sbarcato circa 4 mila tonnellate di bramme caricate qualche giorno prima a Portorosega, e destinate alle Officine Tecnosider. Il carico completo delle bramme era arrivato nello scalo monfalconese con un’altra nave che ha una stazza di oltre 30 mila tonnellate, troppe per poter entrare a Porto Nogaro. E il trasporto via mare dopo l’avvio del traffico della Cosulich che però serve in particolare i laminatoi della Metinvest con la quale è stato siglato un accordo di partnership, sta allettando anche gli altri impianti siderurgici della zona dell’Aussa Corno. L’obiettivo infatti è quello di diversificare la logistica dei trasporti delle bramme che se arrivano su camion oltre a costare di più (non ci sono gli incentivi regionali) creano un sacco di problemi ambientali e di sicurezza alla viabilità oltre ad aver provocato le sollevazioni popolari dei comuni dove i Tir passando arrecano anche molti danni alle strade. Un traffico su gomma tra Monfalcone e San Giorgio che, se decolla anche la via ferroviaria accanto a quella via mare, è destinato a ridursi moltissimo se non addirittura sparire. Anche per quel tipo di trasporto infatti è stato stanziato un incentivo dalla Regione (per il 2017 oltre 400 mila euro, un milione e 600 mila euro per il 2018). Sono già stati affidati 200 mila euro alla Inter-Rail mentre

la rimanente parte ad altre 3 società interessate al traffico. Che decollerà non appena saranno ultimate le verifiche di Rfi sulla tratta ferroviaria che presenta dei problemi tecnici in particolare nella zona del raccordo industriale di San Giorgio.

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