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“Olio capitale” parte forte: è pienone nei 222 stand

Via alla 12.a edizione della rassegna, in programma alla Marittima fino a martedì Il presidente Paoletti: «Uno degli eventi nazionali più importanti per il settore»

Puntare sull’eccellenza e sulla qualità dell’olio locale. «Perché il nostro è un territorio piccolo, che non può competere sulla quantità della produzione, ma deve ricavarsi un mercato di nicchia, fatto di clientela in grado di apprezzare la specialità del prodotto». Con queste parole del presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti, si è aperta ieri la 12.a edizione di “Olio capitale”, salone internazionale degli extravergini, in programma alla Stazione marittima fino a martedì. «Un evento cresciuto in maniera esponenziale negli anni – ha aggiunto – e che oramai può considerarsi, a tutti gli effetti, uno degli appuntamenti più importanti, su scala nazionale, per quanto riguarda una delle produzioni più rilevanti e tipiche del nostro Paese nel settore alimentare».

Olio Capitale apre i battenti alla Stazione Marittima di Trieste Si è alzato sabato 3 marzo il sipario sulla 12ma edizione di Olio Capitale, la fiera dell'extra vergine di oliva, che conferma il ruolo di Trieste come capitale dell'olio e punto di riferimento internazionale nel settore. Video di Andrea Lasorte L'ARTICOLO


Paoletti è partito da una semplice constatazione di fatto: «Lo scorso anno l’export italiano dell’olio extravergine ha conosciuto una notevole battuta d’arresto – ha spiegato – dovuta al fatto che non possiamo metterci in concorrenza con chi propone olio a prezzi bassissimi, presentando prodotti di valore discutibile. Ecco allora – ha concluso – che la strategia del settore deve guardare alla qualità e lo possiamo fare, perché i nostri produttori sono all’altezza di un impegno di questo tipo».

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Un ragionamento ripreso da Enrico Lupi, presidente dell’associazione nazionale delle Città dell’Olio, un’organizzazione che raggruppa al suo interno ben 335 città e centri del Paese specializzati nella produzione dell’olio: «Trieste, con questa manifestazione – ha sottolineato –, è oramai diventata punto di riferimento per l’intero settore produttivo italiano legato all’olio e, in momenti di difficoltà come quelli che stiamo attraversando, si tratta di un risultato da evidenziare. Quando nacque “Olio capitale” – ha proseguito Lupi – sapevamo che stavamo facendo una scommessa. Ebbene oggi possiamo dire di averla vinta».

Il presidente delle “Città dell’olio” ha poi ricordato i tre punti sui quali si discuterà nel corso dei vari momenti di approfondimento previsti dal programma di “Olio capitale”. «È importante, quando si parla di agricoltura – ha ripreso – e di olio extravergine in particolare, dare attenzione al clima, alla tracciabilità del prodotto, alla tutela del territorio. Perché in Italia, quando parliamo di olio – ha concluso –, dobbiamo dimenticare l’equazione fra prodotto e prezzo, ma mirare alla valorizzazione dell’extravergine».

Il sindaco Roberto Dipiazza si è rivolto a coloro che saranno eletti nei collegi locali: «Li invito a difendere i prodotti tipici nazionali – ha detto – e l’olio è uno di questi. Abbiamo eccellenze come il vino, alcuni formaggi. L’extravergine di qualità deve diventare uno degli elementi di spicco della produzione agroalimentare italiana». Subito dopo l’apertura ufficiale della manifestazione, centinaia di visitatori hanno riempito i saloni al pian terreno e al primo piano della Stazione marittima, che fino a martedì ospiteranno gli stand di ben 222 produttori. Nel convegno che ha poi caratterizzato la mattinata inaugurale, si è parlato di «scienza come soluzione per affrontare le nuove sfide dell’agricoltura, perché – hanno detto gli esperti intervenuti – siccità, attacchi della mosca, alluvioni stanno mettendo a dura prova l’olivicoltura mediterranea».

«Il problema – ha osservato il giornalista Carlo Cambi – è intervenire sulle cause che determinano i cambi climatici ma, visto che non si ha la possibilità di farlo, bisogna pensare a come fronteggiarli nel breve periodo. Ed è qui che entra in campo la ricerca». «Ptp Science Park è una piattaforma genomica, un centro di ricerca e servizi per il settore agroalimentare – ha spiegato Pamela Abbruscato, responsabile di Ptp Science Park – dove lavoriamo sul Dna controllato, con una metodica che può aiutare a diffondere la mentalità della qualità e della garanzia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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