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Dalla psicologa al figlio d’arte L’ora dei candidati romantici

Un manipolo di convocati di bandiera pronti alla “missione impossibile” del 4 marzo La giunta Cisint schiera il vicesindaco Nicoli e l’assessore Tubetti per Forza Italia e Fdi

Sarà pure la quinta città e il quarto polo industriale del Friuli Venezia Giulia, ma Monfalcone, con il territorio circostante, alle elezioni parlamentari del 4 marzo porta una manciata di candidati. E con pochissime speranze, se non proprio nulle, di approdare alla Camera o al Senato. Vuoi perché “di bandiera”, vuoi perché avanzate da formazioni che, francamente, non hanno alcuna possibilità di produrre eletti. Gli unici a giocarsela, all’uninominale della Camera, sono il ricandidato dal Pd e dai suoi alleati Giorgio Brandolin, che in questi anni a Roma si è tenuto comunque ben stretta la presidenza del Coni regionale, e il portacolori del centrodestra, il forzista Guido Pettarin, assessore della giunta Zibera a Gorizia, ma che il liceo l’ha fatto a Monfalcone, mentre all’uninominale del Senato l’unico nome forte dell’Isontino è il grillino Pietro Neglie, docente di Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze diplomatiche e internazionali a Gorizia.

Il resto, per il Monfalconese, si riduce a appunto a candidature di servizio. Il vicesindaco di Monfalcone Giuseppe Nicoli, esponente storico di Forza Italia, approdato al governo della città dei cantieri dopo anni di rigorosa opposizione al centrosinistra, ha rimediato solo un terzo posto nel listino del proporzionale del suo partito per il Senato. Un po’ meglio, ma in un partito meno “forte” sulla carta, va a Francesca Tubetti, seconda nel proporzionale della Camera di Fdi, di cui peraltro è segretario provinciale e rappresentante nella giunta del sindaco leghista Anna Cisint.

A precedere l’ex vicesindaco di Fogliano Redipuglia c’è però il deputato uscente Walter Rizzetto, che lo scorso autunno in zona si era speso per il mantenimento del Centro per il recupero della fauna selvatica di Terranova. Nel listino del proporzionale del Senato per la Lega Nord c’è Raffaella Marin, la gradese di Fossalon che di recente ha prestato la sua esperienza professionale di psicologa al corso itinerante di autodifesa rivolto alle donne voluto dal Carroccio provinciale. Il capitolo “missione impossibile” è un po’ più ricco. Un altro ex vicesindaco, a Ronchi dei Legionari, Giovanna Baldo, “defenestrata” dalla giunta dal suo sindaco e compagno di lista Livio Vecchiet a novembre, con uno strascico di polemiche e sedute di Consiglio comunale a dir poco movimentate, è candidata invece al secondo posto nel listino proporzionale della Camera da Insieme. Cioè dalla formazione partner del Pd in cui sono confluiti i socialisti di Riccardo Nencini, i Verdi di Angelo Bonelli e i prodiani guidati da Giulio Santagata. A sinistra era forse scontata la candidatura nell’Isontino da parte di Potere al Popolo, lista composta e sostenuta principalmente, ma non solo, da Rifondazione, da un gruppo di attivisti di un centro sociale di Napoli e da molti sindacalisti Cobas e Usb, di Marco Barone, 37 anni, nato a Tropea ma residente a Ronchi. Avvocato del lavoro, attivista dei Cobas della scuola, blogger e componente del gruppo di studiosi e storici della lotta di Liberazione nel Friuli Orientale e del Litorale Adriatico denominato Resistenza Storica, ma anche componente del direttivo dell’Anpi, Barone, candidato all’uninominale della Camera, si è fatto conoscere soprattutto come promotore del tentativo di modificare il nome della sua cittadina d’adozione da Ronchi dei Legionari, quelli dell’impresa di Fiume di Gabriele D’Annunzio, in Ronchi dei Partigiani, a sottolineare il ruolo che il centro della Bisiacaria ebbe nella lotta di Liberazione. Come era in qualche modo doverosa la designazione di Dario Antonaz, primo dei candidati al proporzionale del Senato di Potere al Popolo.

Dario Antonaz, figlio dell’ex assessore regionale Roberto, negli ultimi anni si è concentrato nella battaglia ambientalista all’interno del Comitato No carbone isontino per l’eliminazione dell’uso dei combustibili fossili da parte della centrale termoelettrica di Monfalcone, ma ha alle spalle un’adesione al progetto del Blocco comunista anticapitalista, lista che si presentò alle elezioni comunali del 2011 nella città dei cantieri. Già di Sinistra Critica, Dario Antonaz ha, negli anni, preso decisamente le distanze da Rifondazione, partito di cui il padre è sempre stato esponente di spicco ed eletto. Sempre a sinistra il blocco alternativo al Pd, quello di Liberi e Uguali, in cui sono confluiti Si, Mdp e Possibile, ha trovato il portabandiera nell’uninominale della Camera nell’ex sindaco di Doberdò Paolo Vizintin, appartenente alla minoranza slovena, avvocato con oltre 20 anni di esperienza alle spalle, eletto primo cittadino nel 2004 nel piccolo centro carsico con la lista Sinistra Unita. Nel 2013 aveva aderito a Sinistra ecologia e Libertà, diventandone uno dei cinque candidati alle elezioni regionali che videro eleggere ben due componenti nel collegio dell’Isontino, l’ancora assessore regionale al Lavoro Loredana Panariti e il gradese Alessio Gratton. Del drappello fa parte comunque anche la staranzanese Annalisa Buffa, ex consigliera comunale grillina, seconda nel listino propozionale del Senato con la lista SiAmo. E poi c’è Federico Monti, candidato non strettamente monfalconese nel proporzionale alla Camera con Patto per l’Autonomia. Metà triestino, metà friulano, 50 anni, scuole musicali slovene, fa sapere di avere un ruolo tecnico di responsabilità in una azienda del comparto nautico di Monfalcone con oltre 400 addetti (cioé Monte Carlo Yachts).

Chi non è stato “convocato”

all’appuntamento del 4 marzo conta forse di esserlo a quello regionale del 29 aprile. Tra tutti i leghisti Antonio Calligaris, dimessosi da sindaco di Fogliano Redipuglia proprio per non mancare la candidatura alle regionali, e Federico Razzini.

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