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Dal benzinaio forzista ai volontari grillini armati di colla e scopa

Il Pd questa volta si affida a una ditta per affiggere i manifesti Il maltempo limita la copertura degli spazi. E c’è chi li strappa 

Sono in tanti. C’è il benzinaio e ci sono gli attivisti. I dipendenti della ditta specializzata e persino i futuri protagonisti alle urne. Armati di scopa, colla, tanta buona volontà. Parliamo delle persone, spesso volontari, impegnate nell’affissione dei manifesti con i nomi e il volto dei politici in corsa per un posto alla Camera o al Senato, così come quelli con i simboli di questo o di quel partito. Manifesti che oggi sono forse un po’ snobbati – e non a caso in giro ce ne sono di meno, rispetto al passato -, ma restano strumenti di comunicazione politica estremamente immediati.

Chi li guarda non pensa che dietro ognuno di loro c’è spesso una storia singolare. Come ad esempio quella di Manuel Rizzi, titolare della stazione di servizio di via Lungo Isonzo Argentina che, quasi per tradizione, si occupa da tempo delle affissioni in campagna elettorale. Oggi i suoi colori sono quelli di Forza Italia, ed è lui che deve assicurare la diffusione del volto e del nome, in primis, del candidato alla Camera Guido Germano Pettarin. Il quale, peraltro, nei giorni scorsi gli ha dato una mano attaccando in prima persona alcuni manifesti. «Mi organizzo nel tempo libero – racconta Rizzi -. La sera, non appena chiudo il distributore di benzina, mi metto al lavoro sul territorio. Sono partito da fuori città, tra Cervignano e Monfalcone, per poi arrivare a Gorizia. Ormai per me è un’abitudine, ho iniziato nel lontano 2005 quando ancora facevo il volontario per Fiamma Tricolore, e questo è il mio modo di dare una mano». Niente paga, ovviamente, per lui, ma solo il rimborso delle spese vive per la benzina.

Diversa la strategia dell’altro principale schieramento, quello del Pd che, alla Camera, sostiene nel collegio Giorgio Brandolin: se per le elezioni comunali sono i circoli con i loro volontari a occuparsi delle affissioni (lo scorso anno i segretari Marco Rossi e Franco Perazza si rimboccarono le maniche, «divertendoci peraltro molto», dice il secondo), in quest’occasione il partito si affida a livello nazionale a una ditta specializzata. Chi fa tutto in casa, con i volontari, sono le realtà più piccole, oppure il Movimento 5 Stelle, che punta sulla partecipazione della base. Il “responsabile” delle operazioni per l’Isontino è il consigliere comunale Ermanno Macchitella, ma in questi giorni le candidate Sabrina De Carlo (uninominale alla Camera) e Manuela Botteghi (proporzionale al Senato) hanno fatto il loro. «Noi abbiamo due squadre di volontari, aderenti o simpatizzanti del Movimento – spiega Macchitella -, per un totale di una decina di persone, tra alto e basso isontino. Il freddo di questi giorni ci ha rallentato, e può anche essere che a questo punto non tutte le postazioni vengano completate con i manifesti. Ma del resto oggi questo tipo di comunicazione è meno efficace rispetto al passato, e noi da sempre puntiamo molto sul web e i social network per parlare agli elettori». Ma i manifesti sono, ancora oggi, talvolta motivo di discordia. E così c’è chi ha denunciato dei tentativi di boicottaggio come Luca Braulin, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. «Nelle

scorse settimane abbiamo attaccato una prima volta i manifesti, almeno una settantina, tra Lucinico, Sant’Andrea e la Madonnina – dice -, per poi trovarli strappati e gettati a terra la mattina dopo. È una cosa decisamente scorretta e fastidiosa».

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