Quotidiani locali

Casolare dell’800 distrutto dal fuoco

Era stato appena ristrutturato a Santa Maria la Longa. All’origine un corto circuito

SANTA MARIA LA LONGA. Un devastante incendio ha distrutto, nella notte di ieri, gran parte di un casolare dell’800 di proprietà della famiglia Braida in località Ronchiettis, nel comune di Santa Maria la Longa. Le fiamme si sarebbero sprigionate, secondo i primi rilievi effettuati dagli inquirenti, dal corto circuito di un generatore attaccato per avere la corrente elettrica. Il rogo non sarebbe quindi di origine dolosa ma accidentale.

La richiesta d’intervento è giunta alle 2. 20 alla sala operativa dei pompieri di via Popone a Udine da una pattuglia della polizia stradale che, percorrendo l’autostrada, ha notato le fiamme in lontananza alzarsi in prossimità del tratto di attraversamento del Comune. A bruciare era il caseggiato su tre piani in via delle Rogazioni, che si sviluppa su oltre 300 metri, un tempo adibito a stalla e recentemente ristrutturato per ricavare sette appartamenti, tuttora disabitati. Sul posto sono giunti circa venti vigili del fuoco con otto mezzi da Udine, e dai distaccamenti di Cervignano e Codroipo che hanno operato fino alle prime luci dell’alba per spegnere l’incendio che fortunatamente non ha toccato le vicine abitazioni, e poi, poco più tardi, i carabinieri della Compagnia di Palmanova. Ingenti i danni. Sono andate distrutti, infatti, completamente cinque dei sette locali. «Il tetto – spiega Sergio Benedetti, vice comandante vicario dei vigili del fuoco – è imploso ed è crollato sopra il primo solaio realizzato in legno che a sua volta è finito al piano terra».

Al momento non risultano feriti. Anche l’intervento effettuato in seguito con mini escavatori dai pompieri ha escluso, poco dopo l’ora di pranzo, quando si sono concluse le opere di smassamento del materiale, la presenza di persone sotto le macerie. Si era sparsa, infatti, la notizia che nello stabile si potesse trovare al momento del rogo un sessantenne del posto, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, che da qualche tempo aveva trovato rifugio proprio nella villa in uno dei tre appartamenti ristrutturati al piano superiore, risultando anche residente, come hanno confermato i carabinieri guidati dal luogotenente Antonio Tomaiuolo.

«Mi sono svegliato verso le tre e dieci – ha spiegato un vicino di casa – e ho visto un bagliore e poi dei forti rumori provenire dall’esterno. Mi sono affacciato alla finestra e ho visto i mezzi dei vigili del fuoco che erano già arrivati. Poi ho aperto la porta e ho notato

il fuoco. Sembrava di vivere una scena del film “L’inferno di cristallo”. Quando mio figlio è rientrato a casa verso le 22 ha visto il generatore acceso nel garage e ha pensato che nella palazzina ci fosse qualcuno. Qui c’era un vai e vieni continuo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro