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l’intervento 

Dal Cipe i fondi (tre milioni) per scavare il porto fluviale

AQUILEIA. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) all’interno delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) di competenza del Mibact ha approvato l’Addendum...

AQUILEIA. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) all’interno delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) di competenza del Mibact ha approvato l’Addendum al Piano operativo “Cultura e turismo” (Fsc 2014-2020).

Fra queste risorse, sono previsti 4 milioni di euro per il restauro di Villa Correr Dolfin e del suo parco storico a Porcia (Pordenone) e 3 milioni di euro per il porto fluviale di Aquileia.

Scavata per la prima volta nel 1930, invece, l’area del porto fluviale di Aquileia, con questi fondi potrà riemergere e essere valorizzata.

«Questa ulteriore assegnazione di fondi – ha spiegato l’assessore alla cultura Gianni Torrenti – prevede due interventi molto diversi l’uno dall’altro. Il primo è destinato al completamento dell’enorme investimento su Aquileia»

«Con questi ulteriori 3 milioni dedicati agli scavi archeologici sul porto fluviale e alla risistemazione idraulica del porto fluviale che è forse la parte più interessante di Aquileia recando le tracce del passato economico e dei traffici dell’antico emporio romano – prosegue l’assesore – si porta a 18 milioni e 665 mila euro l’investimento complessivo che cambierà volto al sito archeologico, ai musei e alla Basilica».

«Per

villa Dolfin, invece si tratta di una svolta importantissima per l’area pordenonese e premia non solo la conservazione di uno splendido bene architettonico ma anche un progetto ricco di contenuti e che avranno una importante ricaduta economica e turistica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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