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«Ricorsi al Tar più veloci su appalti e servizi sanitari»

Positivo bilancio dell’anno giudiziario nonostante un organico ridotto all’osso. La presidente Settesoldi: «A fine anno la giacenza totale è scesa a 400 ricorsi» 

TRIESTE. I ricorsi al Tar del Friuli Venezia Giulia vengono risolti in media in meno di tre mesi. E il numero maggiore si registra nel settore degli appalti, in primis a quelli dei servizi sanitari. Sono gli aspetti più rilevanti emersi martedì 27 febbraio durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2018 del Tar. A esporre una sintesi dell’attività dell’anno passato è stata la presidente Oria Settesoldi, al suo esordio in questa veste.

La magistrata ha fatto il punto sulla giustizia amministrativa in regione. Settesoldi è partita dalla «composizione minima», ovvero dal ridotto numero di magistrati, del tribunale. Al momento i giudici sono tre: «Non posso tralasciare di esprimere la mia preoccupazione per una scelta del consiglio di presidenza che, per quanto motivata dalla gravità di alcune situazioni di altri Tar d’Italia, ha comunque penalizzato il nostro, che a questo punto continuerà a essere un tribunale amministrativo regionale con un organico minimo di magistrati».

Oria Settesoldi
Oria Settesoldi


Nel corso dell’anno passato il Tar ha continuato a impegnarsi per smaltire l’arretrato e al contempo per velocizzare il proprio operato. A fine anno la giacenza totale è scesa a poco più di 400 ricorsi, «un numero di poco superiore a quello dei ricorsi introitati nell’anno e addirittura inferiore a quello inferiore a quello dei ricorsi definiti nel corso del 2017 per cui mi pare che si possa dire che i tempi della giustizia presso il nostro Tar sono veramente minimi».



Nella fattispecie i ricorsi in materia di appalti vengono decisi entro un tempo medio di 104 giorni, calcolati dalla data di deposito a quella dell’udienza in cui vengono spediti a sentenza. I vari riti speciali, come ricorsi in materia di accesso, silenzio e ottemperanze, vengono definiti in un tempo medio di 109 giorni. Ha commentato Settesoldi: «Ciò con buona pace di chi sostiene che il Tar blocca l’economia. Inoltre quando questi termini non vengono rispettati, il più delle volte è per volontà delle parti».

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Per quanto riguarda i ricorsi suddivisi per materie, la presidente del Tar regionale ha spiegato: «Il maggior numero di ricorsi in termini assoluti si registra nel settore degli appalti. Di questi, la stragrande maggioranza afferiscono alla materia dei servizi sanitari e solo 5 si riferiscono a lavori pubblici». Tiene anche il settore dell’edilizia, passato dai 41 ricorsi del 2016 ai 43 dell’anno passato. «I ricorsi in materia urbanistica e quindi quelli che si rivolgono avverso l’attività pianificatoria degli enti locali sono scesi drasticamente, il che è un dato fisiologico perché è evidente che l’attività pianificatoria non ha cadenza annuale». I ricorsi dei cittadini extracomunitari, spesso relativi al diniego o revoca dei permessi di soggiorno o alla revoca delle misure di accoglienza, sono drasticamente calati, da 49 a 18.

Durante la cerimonia l’avvocato della Regione, Ettore Volpe, ha sottolineato impegno richiesto dal trasferimento delle competenze già delle Province, che nel solo Friuli Venezia Giulia sono state abolite. In generale, il totale delle pratiche dell’Avvocatura regionale è stato, nel 2017, di 550 contenziosi, 250 dei quali avanti al giudice amministrativo e 300 avanti al giudice ordinario, con una diminuzione rispetto ai circa 600 contenziosi del 2016. «L’effetto bloccante del Tar – ha riferito Gianna Di Danieli, presidente avvocati amministrativisti Fvg – impatta solo sullo 0, 75 per cento del totale delle procedure bandite».

Per il problema degli organici, nonostante il sollievo apportato dall’arrivo di un assistente e un funzionario, come detto il collegio del Tar è composto da soli tre magistrati ma, ha spiegato la consigliera dell’autogoverno della Giustizia amministrativa Concetta Plantamura, «ci sono in altre zone d’Italia situazioni più critiche» con sezioni addirittura a rischio di soppressione.

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Per contro Mario Luigi Torsello, presidente del segretariato generale della Giustizia amministrativa, ha registrato i successi nella modernizzazione, con l’introduzione del Pat, il processo amministrativo telematico, e l’attenzione riservata al sito internet dedicato, che ha registrato 400mila nuove visite nel 2017.

 

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