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«Il porta a porta è la soluzione migliore per i muggesani»

Il sindaco Marzi: «Abbiamo fatto delle scelte che potranno dare vantaggi nel medio e lungo periodo alla nostra città»

MUGGIA . I muggesani non sono stati in grado di effettuare con rendimento soddisfacente la raccolta differenziata dei rifiuti tramite i bidoni stradali. È questa la spiegazione per cui la Giunta Marzi ha deciso di puntare diritto al “porta a porta spinto”, facendo carta straccia della relazione datata aprile 2014 in cui il responsabile del Servizio Ambiente Territorio e Coordinamento grandi interventi del Comune di Muggia, fornendo tre diverse opzioni disponibili per impostare il nuovo appalto di servizio per la gestione dei rifiuti urbani, consigliò caldamente di optare per un servizio “misto stradale-domiciliare (porta a porta)” evitando così di tenere i bidoni in casa.

«Il sistema proposto si compone di isole ecologiche stradali formate da due bidoni da 240 litri, uno per il vetro e uno per il rifiuto umido, un contenitore da 1100 litri (3200 vicino al centro storico) per la carta, con feritoia e coperchio bloccato, un dispenser con sacchetti per deiezioni canine vicino ai cestini, due cassonetti da 1100 litri, uno dedicato ai pannolini e ai pannoloni, uno con blocco per il secco residuo nell’area del centro e infine sacchi semitrasparenti da 70 litri per il secco residuo che verrà esposto dai residenti e ritirato una volta alla settimana». Era questa la proposta tecnica fatta dal capo ufficio Ambiente di Muggia allegata all’atto del Comune di Muggia dell’assunzione di una partecipazione di minoranza nella società Net Spa avvenuta nel 2015. «Tale sistema consente di mantenere una semplicità di utilizzo per l’utente che può conferire 24 ore su 24 le frazioni differenziate e il rifiuto organico, principale causa di odori molesti e formazioni di percolato e nel contempo incentiva, mediante l’asporto singolo settimanale, la formazione corretta del “residuo secco”, parte in realtà residuale e minima del rifiuto domestico». E infine: «Tale sistema misto consente di mantenere la comodità di poter conferire le frazioni differenziate, compreso il rifiuto umido, in qualsiasi momento ed evitare problematiche legate alla presenza di molti contenitori e al permanere di rifiuti, soprattutto organici, nelle abitazioni e nei pubblici esercizi».

Un sistema misto stradale-domiciliare, insomma, che in alcuni Comuni della regione ha prodotto livelli di raccolta differenziata superiori al 75%. Il progetto di un “porta a porta morbido” è stato però rifiutato. «Più o meno condivisibili che siano, l’Amministrazione ha cercato di fare le scelte migliori per i propri concittadini, evitando magari quelle più facili nel breve termine come il suggerito “far finta di nulla”. Avremmo potuto vivere alla giornata o scegliere opzioni che forse avrebbero scosso meno i cittadini? Certo, ma abbiamo preferito fare delle scelte che, a costo di essere ora per qualcuno meno amabili, potranno dare maggiori vantaggi nel medio e lungo periodo alla nostra città». Così il sindaco di Muggia Laura Marzi spiega il perché del cambio di rotta da parte della propria Giunta che ha deciso di proprio pugno di puntare al “porta a porta spinto”. «Il metodo stradale a Muggia ha comportato che non solo non siamo mai riusciti, come ci impone la vigente normativa, a raggiungere la percentuale del 65% di rifiuti raccolti in modo differenziato, ma che la nostra quota di differenziazione da anni si attesta intorno al 47% e che la produzione pro-capite di rifiuti muggesana cresca costantemente». Per Marzi «a Muggia sono già dislocati diversi tipi di cassonetti stradali che, se fossero stati usati in modo corretto, avrebbero potuto dare risposte concrete sulla raccolta differenziata. Purtroppo, per quanto a Muggia ci sia chi la differenziata la fa da anni, ci sono anche molti concittadini che o non la fanno proprio o, nei casi limite, riescono anche a compiere grandi “sbagli” di differenziazione». Secondo i dati forniti dal Municipio nell’indifferenziata si trovano tali percentuali: 32% di organico, 16% carta, 16% plastica, 4% metalli, 5% tessili, 4% vetro e poi pile e medicinali scaduti. Per la Giunta Marzi, dunque, nessun ripensamento, nemmeno tenendo conto della petizione popolare apartitica con oltre 1900 firme

raccolte dai comitati “Muggia sicura” e “Mamme” di Muggia. La strada del “porta e porta” è oramai presa. Dopodomani l’inizio sperimentale per i “volontari” che vorranno iniziare a cimentarsi. Da aprile la partenza obbligatoria, per tutti i cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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