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Capriva cresce con l’arrivo degli stranieri

Macedone la comunità più numerosa. Negativo il saldo tra nati e morti. Il paese a quota 1717 residenti

CAPRIVA. Capriva va in controtendenza ed aumenta il numero dei propri residenti. In un Paese, l'Italia, che paga gravemente il calo di nascite e in una zona, l'Isontino, in cui la gran parte dei Comuni perde abitanti, la municipalità retta dal sindaco Daniele Sergon cresce nelle cifre.

I fiocchi rosa e azzurri restano inferiori rispetto alla quota dei morti, ma l'attrattiva messa in campo da Capriva sul fronte residenziale colma il divario, portando i dati definitivi a un interessante segno "+" rispetto all'anno precedente.

In soldoni: Capriva passa dai 1711 residenti di fine 2016 ai 1717 del 31 dicembre 2017. Una cresescita di sei unità spiegabile non certo attraverso il saldo tra nati e morti (negativa, perché tre maschietti e sei femminucce non sono bastati a pareggiare il conto dei 17 decessi complessivi, 10 uomini e 7 donne), bensì mediante il numero degli immigrati da altri Comuni, addirittura 47 in tutto (16 maschi e 31 femmine), molti di più di coloro che invece hanno scelto di lasciare Capriva, 33 tra uomini (15) e donne (18).

Soddisfatto chiaramente il sindaco Daniele Sergon: «Siamo appetibili perché ci troviamo sulla direttrice tra due città come Cormons e Gorizia, abbinando allo stesso tempo la tranquillità della campagna alla comodità dei servizi a portata di mano: insomma, si può fare la spesa, portare i figli a scuola, godere di una comunità viva, coesa e ricca di spirito d'iniziativa, senza però il lato negativo del caos di un centro urbano più grosso. Contano poi indubbiamente la bellezza del paesaggio e delle nostre colline, ma la presenza di servizi che funzionano e di una comunità attiva credo siano i fattori principali che spiegano perché Capriva sia attrattiva».

E c'è un altro dato curioso che riguarda la piccola comunità sul Versa: l'aumento del numero di stranieri residenti in paese. Si è passati infatti dai 55 del 2016 (24 maschi e 31 femmine) ai 66 del 2017 (27 maschi e 39 femmine): 11 caprivesi di madrelingua non italiana in più dunque, per una perfetta... macedonia di culture.

Eh sì, perché tra gli stranieri spicca la comunità macedone. Arriva da Skopje e dintorni infatti il gruppo più consistente di caprivesi

non italiani: ben 20, quasi equamente divisi tra uomini (11) e donne (9). Seguono, ma abbastanza distanziati, i rumeni (o meglio, le rumene, visto che dalla Romania sono arrivate solo donne, 7 in tutto) e gli sloveni, 6 divisi in modo uguale tra maschi e femmine. (m.f.)

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