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Tuffo nei ricordi col derby Romans-Gradisca

Torna sul campo “Fratelli Calligaris” dopo 13 anni un match che riporta alla mente antiche rivalità

ROMANS. Dopo tredici anni di sentita assenza, la Gradisca calcistica farà nuovamente ritorno sabato pomeriggio alle 15 a Romans d'Isonzo, per rinnovare un derby che affonda le sue radici fino a toccare i primi anni dopo la fine della prima guerra mondiale. Guerra che si cercò di dimenticare praticando questo sport, che venne fatto maggiormente conoscere alle nostre genti dagli alleati inglesi, già maestri del football. Da allora il tutto è un po' cambiato, a iniziare dagli stadi: un tempo c'era il "Mion" in pieno centro a Gradisca e il "Campo comunale" in via Aquileia a Romans, mentre oggi troviamo rispettivamente lo "Stadio Colaussi" e lo "Stadio F.lli Calligaris". Cambiato anche lo spirito della contesa e la febbre del derby, che nel tempo ha finito per annacquare quel sano campanilismo e orgoglio paesano, che le due comunità affidavano inizialmente alle sorti della gare pedatorie tra i "Scussons" (maggiolini) romanesi e i "Roseavuès" gradiscani (dalle ossa da offrire al leone veneziano collocato in piazza). Allora si affrontavano Pro Romans e Itala, mentre oggi troviamo di fronte la Pro Romans Medea e l'Itala San Marco Gradisca. L'Itala è stata fondata nel 1919, la Pro Romans forse nello stesso anno, come riportavano le cronache locali (nel 1959 a Romans si tenne la sagra per il 40° di fondazione), poi dev'esserci stato qualche cambiamento statutario, con cui si è voluto forse correggere la data di fondazione della Pro Romans, ritenendola nata nel 1921. Il tutto probabilmente nasce dal fatto che nel 1919 a Romans venne fondata la società calcistica della "Redenta", che quando chiuse i battenti venne rilevata dalla neonata Pro Romans. Fino alla fine degli anni Cinquanta ogni derby veniva accompagnato da delle mirate azioni goliardiche, che a Romans vedevano i sostenitori della squadra locale, porre negli spogliatoi gradiscani, una cassetta piena di ossa di animali, tanto per ricordare il soprannome di "roseavuès", affibbiato a Gradisca. Altre volte

si componevano delle file di ossa per poi agganciarle al paraurti posteriore della corriere con cui la squadra e i tifosi gradiscani giungevano a Romans. Ma tornando all'oggi, l'ultima sfida tra romanesi e gradiscani risale a sabato 12 febbraio 2005

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