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Molo Audace ghiacciato da bora e gelo. Porto di Trieste paralizzato

Ben 740 Tir fermi in città, molti dirottati a Monfalcone. Viveri della protezione civile ai camionisti. Colonnina di mercurio a meno 6 gradi, prevista neve sul Carso. Oltre 50 gli interventi dei vigili del fuoco nella giornata di domenica. Pericolo stallatiti nelle gallerie: chiusa a spot la Montebello

A Trieste lo spettacolo dei moli ghiacciati da gelo e bora La bora a 120 km/h unita a temperature scese diversi gradi sotto lo zero hanno regalato a Trieste lo spettacolo dei moli e delle bitte ghiacciate. Il video è di Andrea Lasorte L'articolo

TRIESTE Alla fine il gran freddo è arrivato. Il Buran continua a sferzare Trieste, come mostrano le temperature in picchiata di lunedì mattina, con la colonnina di mercurio che si aggira attorno ai -6 gradi.  L'Osmer non esclude neve sul Carso orientale e sulle Giulie. Ma il peggio sembra non essere ancora arrivato: secondo i meteorologi il picco arriverà a metà della settimana.

LE TEMPERATURE Temperature sotto lo zero si registrano in tutto il Fvg con punte sul Monte Zoncolan, dove il termometro è sceso a -21,5, sul Monte Lussari, fermatosi a -19,5, e sul Tarvisio (-13). In particolare a Trieste, la temperatura a -5 gradi, nonostante la bella giornata, è percepita molto più fredda perché dopo una settimana continua a soffiare una Bora molto forte, con raffiche che in nottata hanno superato i 120 chilometri orari. Le condizioni meteo hanno regalato lo spettacolo del Molo Audace e le due bitte ghiacciati:

Anche nelle altre città il gelo si fa sentire: a Udine il termometro oscilla tra i -5 della notte scorsa e i -3 di questa mattina, a Pordenone -7 e sul Carso -8. 

Il Buran a Trieste ghiaccia moli e bitte Con l'arrivo del grande freddo dalla Siberia e la bora che continua a sferzare Trieste e il suo golfo, si è ripetuto il fenomeno, già visto nel 2012, dei moli e delle bitte ghiacciate. Nel video, le riprese di Andrea Lasorte dal molo Audace. L'ARTICOLO

I GIARDINI Il Comune di Trieste informa che, a causa del perdurare delle avverse condizioni meteorologiche, i giardini pubblici comunali resteranno ancora chiusi al pubblico fino a martedì 27 febbraio compreso.

LE GALLERIE Oltre ai normai interventi per bora, si è aggiunta anche un’altra emergenza: le stallatiti di ghiaccio che si sono formate sulle volte interne delle gallerie cittadine, tra cui la Montebello, Sandrinelli, quella di Grignano e di via Carnaro, rischiando di staccarsi e di precipitare sui parabrezza delle automobili o, peggio, sui motorini in transito. Nel corso della giornata di lunedì la galleria Montebello è stata chiusa svariate volte con interventi a spot proprio per rimuovere le stallatiti.

IL PORTO Intanto la bora che continua a sferzare la città e il golfo ha letteralmente paralizzato il porto di Trieste, coinvolgendo anche Monfalcone. Il vento ha infatti messo a dura prova le attività di sbarco e imbarco in ordine al collegamento tra il Porto di Trieste e la Turchia, tanto da consegnare una situazione da “bollino rosso”. I traghetti ro. ro. turchi hanno trovato filo da torcere nell’impossibilità di poter attraccare al Molo 5.

La potenza della bora sul mare di Trieste A Trieste è arrivato Buran: la colonnina di mercurio è scesa a meno 3°C e la bora soffia impetuosa con raffiche fino a 132 Km/h. Almeno, però, c'è il sole e il mare sferzato dalle raffiche regala la meraviglia dei colori dell'arcobaleno. (video di Andrea Lasorte)

E a cascata sono arrivate le conseguenze: i mezzi pesanti in arrivo per l’imbarco costretti a ripiegare nell’attesa e a riempire via via gli spazi messi a disposizione. Un’emergenza che si è estesa a macchia d’olio con i Tir che si sono trovati nelle condizioni di dover rinviare la partenza via mare e ad affluire progressivamente tra Trieste, Monfalcone e Gorizia.

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Con le Prefetture “interfacciate” a dar corso alla pianificazione territoriale. Per l’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Orientale si è trattato della prima vera azione emergenziale messa in campo, come ha osservato il presidente Zeno D’Agostino. Un coordinamento strutturato in rete, chiamando a raccolta il personale del porto e dell’Agenzia portuale di Trieste, dell’Impresa Alto Adriatico di Monfalcone, nonché gli ispettori portuali dell’Authority. Il tutto in collaborazione con Anas e Autovie Venete, con tanto di avvisi luminosi sui display autostradali, compresa la Polizia stradale con personale di supporto.

I numeri forniti dal segretario generale dell’Autorità portuale di sistema, Mario Sommariva, danno la portata dell’emergenza. L’Authority ha gestito complessivamente circa 1.300 mezzi pesanti, senza considerare altre tipologie di traffico portuale. I Tir riparati a Monfalcone, dirottati al casello del Lisert, in arrivo lungo l’autostrada A4, sono stati circa 150.

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La lunga fila di mezzi in sosta ieri ha interessato le aree adiacenti la zona portuale, via Consiglio d’Europa, via Timano e via Terza Armata in particolare, il tutto con la supervisione affidata alla Polizia Municipale. I Tir si sono “spinti” fino a Gorizia, alla Sdag si sono concentrati un centinaio di camionisti. A Trieste siamo a quota 740: 300 mezzi pesanti fermi a Fernetti, 100 nell’area di parcheggio della Wärtsilä, 150 lungo il canale navigabile del porto e altri 130 all’ormeggio 57, nonché 60 distribuiti tra i varchi 1 e 4 dello scalo. Ieri sono stati mobilitati 80 operatori tra personale del porto triestino, nell’ambito della società di servizi in house dell’Authority, e dell’Agenzia portuale, nonché dell’Impresa Alto Adriatico di Monfalcone, compresi gli ispettori portuali. Quattro turni h24. Le aree, ha sempre spiegato Sommariva, sono state dotate di servizi igienici chimici, di cui tre dislocati in città. E ancora, la consegna di 1.200 panini e bottiglie d’acqua. A Monfalcone è stata la Protezione civile comunale, guidata da Andrea Olivetti, a provvedere alla distribuzione. Un’emergenza in fieri. Dei dieci traghetti turchi previsti in attracco a Trieste, cinque sono riusciti a imbarcare tra venerdì e sabato. Gli altri 5 ieri erano in rada, almeno tre alle prese con le manovre di avvicinamento e di ormeggio.

La giornata odierna rimane un punto interrogativo, affidata all’evolversi delle condizioni meteo che fino a ieri prevedevano un’altra situazione difficile.

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LA BORA Per quanto riguarda il resto della città il bollettino dei vigili del fuoco segnala una cinquantina di interventi per finestre pericolanti, coperture di tetti divelte e grondaie in bilico, oltre ai soliti rami spezzati dagli alberi e piombati in mezzo alle strade nella giornata di domenica.

IL 118 Anche l’astanteria di Cattinara è stata messa a dura prova in questi giorni di freddo: numerosi gli accessi e le chiamate al 118 per cadute e traumi. A farne le spese soprattutto gli anziani. La situazione era comunque sotto controllo. Ha funzionato regolarmente pure il piano di emergenza predisposto dal Comune, come ogni anno in questo periodo invernale, per dare ospitalità ai senzatetto.

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