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Gravi maltrattamenti su minori: arrestato presidente della comunità "La fonte" di Prosecco

Ferdinando Cassago, 70 anni, è ai domiciliari. All'uomo sono contestati anche reati sessuali su minori in cambio di soldi. Accertamenti in corso

TRIESTE Scandalo nella comunità di accoglienza per minori "La fonte" di Prosecco, a Trieste. Il presidente Ferdinando Cassago, 70 anni, è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di gravi maltrattamenti su minori. L'uomo si trova ora agli arresti domiciliari. All'uomo sono contestati anche reati sessuali su minori in cambio di soldi.

L'arresto è arrivato al termine di articolate indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Trieste e svolte dalla Squadra Mobile, in esecuzione di un'ordinanza  emessa dal Gip.

Pesanti, come detto, le molteplici accuse contestate: maltrattamento aggravato dei minori ospiti della comunità  commesso dall'ottobre 2015 al settembre 2017; tentati atti sessuali con minore (settembre/ottobre 2015) e atti persecutori nei confronti dell'ex direttrice della struttura tra il 2013 e il 2016.

Le complesse indagini sono state avviate nel corso del 2017. La polizia ha interrogato circa 80 tra testi e vittime: dipendenti, ex dipendenti e collaboratori della struttura, nonché i minorenni stranieri non accompagnati provenienti da Kosovo, Albania, Pakistan, Afghanistan e Bangladesh. Le indagini hanno consentito di rilevare la sussistenza di reiterati comportamenti anomali, oltre che a chiara valenza penale, posti in essere dall’indagato nei confronti degli ospiti stranieri minori non accompagnati e di altri soggetti.

L'uomo in più di una circostanza ha utilizzato delle frasi ingiuriose e a sfondo razziale e denigratorio nei confronti di diversi minori stranieri accolti in comunità, incutendo in loro timore sotto la minaccia del loro rimpatrio. Lo stesso ha anche avuto "dei comportamenti sessualizzati e offensivi della dignità personale, fino a spingersi a proporre ad un minore denaro in cambio di prestazioni sessuali" si legge nel comunicato della Questura.

Inoltre, anche nel refettorio, durante la consumazione dei pasti avrebbe posto in essere condotte moleste, fino ad arrivare a mimare atti sessuali con il cibo; in altre circostanze, avrebbe infastidito gli ospiti all’interno delle stanze, facendo loro domande esplicite sulle abitudini sessuali o provando ad accarezzarli.

Dagli accertamenti esperiti è stato anche verificato come il 70enne abbia costretto il personale deputato alla somministrazione dei pasti a servire agli ospiti della strutture anche alimenti scaduti e, talvolta, differenti da quelli riportati nei menù giornalieri. Peraltro, dal 2015 al 2017, sono state contestate più violazioni da parte dei competenti uffici sanitari di Trieste in ordine al rinvenimento di cibi scaduti o mal conservati.

Infine, è stato documentato come l'uomo abbia tenuto una condotta vessatoria nei confronti di molti operatori della struttura e, soprattutto, nei confronti dell’ex direttrice, determinando nella stessa gravi e perduranti stati d’ansia, dovendo la medesima fare ricorso a cure mediche.

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