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Vola il bilancio di Trieste Airport

L’utile netto è di 2,9 milioni. Un advisor indipendente valuta in 70 milioni il valore dello scalo

RONCHI DEI LEGIONARI. I lavori di costruzione del polo intermodale dei trasporti, ormai al rush finale, ma anche il grande lavoro svolto sul piano organizzativo e gestionale, nonché su quello economico, fanno volare l'aeroporto di Ronchi dei Legionari. Che prende quota anche sotto il profilo del suo valore sul mercato, in considerazione ad un'ormai prossima privatizzazione di una parte delle quote.

Nel corso della riunione del consiglio di amministrazione della società di gestione del Trieste Airport, infatti, sono stati analizzati i risultati di pre-chiusura del 2017 che, per il secondo anno consecutivo, chiudono in utile, ma anche la valutazione dello scalo regionale realizzata da un advisor indipendente. Era l'8 maggio del 2015, quando Antonio Marano veniva nominato dalla Regione, socio unico di Trieste Airport, alla presidenza della società di gestione. E da allora di strada ne è stata fatta parecchia, anche con il chiaro obiettivo far quadrare i conti. Così, dopo due anni di gestione, il management della società presenta al suo azionista unico il quadro di chiusura delle attività del 2017.

Antonio Marano
Antonio Marano

Un quadro che si spinge ben oltre le previsioni, con un margine operativo lordo di ben 5,6 milioni di euro e 2,9 milioni di utile netto. I risultati ottenuti lo scorso anno, valutati nel corso del cda, composto oltre al presidente Marano, anche dal direttore generale, Marco Consalvo e da Angela Napolitano, sono stati conseguiti anche grazie a un incremento dei volumi di traffico dell’8% rispetto all'anno precedente. Risultati ed azioni che sono perfettamente in linea con quanto previsto dalla Regione. Nel corso dell’incontro, ancora, i membri del consiglio hanno inoltre preso atto della valutazione espressa dall'advisor indipendente sul valore dell'aeroporto, pari a circa 70 milioni di euro per il totale delle azioni, detenute, come detto, al 100% dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

E proprio questa valutazione verrà considerata per la definizione della base di gara nella prossima cessione del 45% della società ad un nuovo soggetto, a cui seguirà l'opzione per la cessione di un ulteriore 10%. «Non possiamo che essere soddisfatti – ha detto il presidente Marano – di risultati che sono propedeutici all'avvio della gara per la cessione delle quote.

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È la dimostrazione di una ristrutturazione aziendale messa in atto in una società pubblica ed in tempi davvero molto compressi. Siamo davvero alla svolta per questo aeroporto». Nel corso del 2017, va ricordato, si sono realizzate opere per 12,9 milioni di euro che, sommati ai 6,1 milioni di euro investiti nel 2016, porta a 19 milioni di euro totali il valore delle opere completate nel biennio. Dato in linea con i 40 milioni di euro di investimenti programmati nel piano quadriennale 2016-2019. Uno stato di salute, quello del Trieste Airport, che viene salutato con grande enfasi dai vertici regionali.



«La rinascita dell'aeroporto – sono le parole della presidente Debora Serracchiani – è stata una delle priorità della giunta nell'ambito delle infrastrutture strategiche ed è diventata un'operazione di successo, portata a termine da un management rinnovato e sicuramente all'altezza di una sfida difficile. Rilevo con soddisfazione che si sono rivelate lungimiranti le scelte fatte tre anni orsono, quando, con l'indicazione del presidente Marano, abbiamo anteposto le competenze professionali a qualsiasi altra considerazione».

 

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