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Vertice sui lavoratori del museo di Aquileia

Il 2 marzo tavolo di concertazione in Prefettura per decidere sull’organizzazione e il contratto

AQUILEIA. I lavoratori del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia continueranno a essere dipendenti ministeriali e sarà applicato il relativo contratto collettivo. Lo annuncia la Regione, dopo la protesta del personale che ha fatto seguito alla firma dell’accordo tra Stato e Regione per la valorizzazione del patrimonio culturale della città romana, siglato, nei giorni scorsi, a Roma. La Regione, in seguito all'assemblea dei dipendenti del museo e alle conseguenti dichiarazioni del segretario generale della Confsal Unsa Funzioni centrali, Enrico Acanfora, fa sapere che i termini dell'intesa erano stati oggetto di una comunicazione preventiva alle organizzazioni sindacali da parte del ministero. L'accordo prevede che i dipendenti, fermo restando il rapporto organico e contrattuale con il ministero, potranno scegliere di continuare a lavorare al museo gestito dalla Fondazione. Qualora non lo facessero, la nuova sede lavorativa sarà individuata dalle strutture del ministero con le modalità previste dal contratto di riferimento. Acanfora, in una nota, smentisce che la comunicazione relativa al trasferimento sia stata trasmessa ai sindacati. «Non è stato comunicato nulla – sostiene -. Il problema del personale resta. Vogliamo sapere, attraverso un accordo sindacale e non per sentito dire, da chi dipenderanno i lavoratori per le questioni quotidiane, per esempio ordini di servizio, ferie, permessi malattie e altro». Il sindacalista ribadisce che «tutti i dubbi potranno essere sciolti solo attraverso un tavolo di concertazione». Il Prefetto ha convocato le parti, il prossimo 2 marzo, per il tentativo di conciliazione previsto dalle norme vigenti. L’assessore regionale Gianni Torrenti, interpellato, replica al sindacalista. «Abbiamo avuto conferma che è stata trasmessa ai sindacati romani la comunicazione riguardante i lavoratori di Aquileia. E’ chiaro che, dal punto di vista funzionale, chi sceglierà di restare al museo dipenderà dalla Fondazione per quanto riguarda la parte organizzativa. La scelta è volontaria. E’ una questione tra il ministero e il Mibact. La Regione ritiene che la professionalità

dei dipendenti statali del museo sia una grande risorsa anche per la nuova gestione e conta sull'esperienza maturata in questi anni dai lavoratori, auspicando che molti di loro continuino a fornire il proprio apporto e professionalità».

Elisa Michellut



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