Quotidiani locali

Nasce la Commissione locale sul paesaggio

Sgonico e Monrupino lanciano il nuovo organismo congiunto che regolerà gli interventi edili sul Carso

SGONICO. I Comuni di Sgonico e Monrupino collaboreranno per l’esercizio, in forma associata, delle funzioni di autorizzazione in materia di paesaggio sull’Altipiano. Tutti gli interventi edili che riguarderanno le costruzioni storiche sul Carso, dalle operazioni di conservazione dei classici muretti agli ampliamenti degli edifici in pietra, fino alle modifiche nei terreni agricoli o nelle aree soggette a vincolo, dovranno passare d’ora in poi il vaglio di un organismo, la cui nascita è stata approvata con la firma della convenzione ad hoc tra le due amministrazioni.

Il documento prevede l’istituzione di una Commissione locale per il paesaggio, formata da tre esperti, «che saranno individuati a breve, all’esterno del personale comunale – ha spiegato Monica Hrovatin, sindaco di Sgonico – e che opereranno in base al regolamento stabilito anch’esso di concerto fra i due Comuni».

Sgonico e Monrupino opereranno nell’ambito della normativa stabilita dall’articolo 146 del D.Lgs 42/2004. «Fino allo scorso anno – ha ricordato Hrovatin – le amministrazioni impegnate su questo fronte erano tre, in quanto con noi c’era anche Duino Aurisina, ma lo scorso novembre è pervenuta una nota del Comune guidato da Daniela Pallotta che ne anticipava l’uscita dalla Commissione, causata dall’impossibilità di disporre di personale sufficiente. Continueremo perciò in due, Sgonico e Monrupino».

Nel dettaglio, sarà l’amministrazione di Sgonico a mettere a disposizione il personale che esaminerà le varie richieste di intervento sul Carso. «Il Comune di Monrupino poi – ha sottolineato Hrovatin – ci riconoscerà 135 euro per ogni pratica, cifra concordata con il sindaco Marko Pisani. La decisione di proseguire assieme – ha precisato il sindaco di Sgonico –, pur nella consapevolezza del fatto che i Comuni piccoli hanno sempre meno risorse a disposizione, deriva dalla volontà di conservare in capo alle due amministrazioni che concretamente vivono sul territorio, a contatto con i cittadini,

la delega su un tema così importante come quello che riguarda il paesaggio. L’alternativa – ha concluso Hrovatin – sarebbe stata la rinuncia a questa specifica competenza, che a quel punto sarebbe tornata alla Regione, ma questo era un esito che non volevamo».

(u. s.)

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