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Casa Malala resta affidata a Ics e Caritas

Assegnato il servizio di accoglienza dei richiedenti asilo nella struttura di Fernetti da 95 posti. Appalto da oltre 1,1 milioni

Il raggruppamento temporaneo d’impresa Ics e Caritas si è aggiudicato nuovamente la gara per l’affidamento del servizio di accoglienza di Casa Malala, l’ex caserma di Fernetti, nel comune di Monrupino, che può ospitare fino a 95 richiedenti asilo. Il bando per l’assegnazione si è chiuso a fine 2017 e la Commissione formata ad hoc dalla Prefettura ha ricevuto e valutato quattro offerte, la metà rispetto all’anno scorso, decretando idonea la stessa cordata che ha avviato la gestione alla fine del 2016, quando la struttura demaniale ha aperto.

Gli “avversari” erano Nova Facility di Treviso, operativa già nel settore sul territorio veneto, Minerva Scpa, che gestisce il Cara di Gorizia, e Roma srl di Forlì del Sannio, cittadina delle Marche. Le prime due realtà hanno conseguito punteggi molto bassi nell’offerta tecnica, rispettivamente 21,90 e 20,90. I requisiti di rilievo risultavano ad esempio l’esperienza nell’ambito dei progetti Sprar e l’organizzazione del servizio. Nei due casi, non è stata raggiunta dunque la quota minima di 35 punti, motivo per cui i commissari non hanno nemmeno proceduto con la verifica della busta contenente la proposta economica. La Roma srl invece è stata esclusa dalla gara. Il tassello mancante riguardava un documento in particolare, il contratto di avvalimento, «che avrebbe attestato i requisiti di natura prettamente sociale richiesti nel bando», spiega il viceprefetto vicario Rinaldo Argentieri, presidente della Commissione composta anche da Fabio Millotti, viceprefetto, e da Alma Biscaro, funzionario assistente sociale, con l’assistenza di Giovanna Caputo, funzionario amministrativo. Per il Consorzio italiano di solidarietà (Ics) e la Caritas un voto finale pari a 78,8, con 30 punti, il massimo, alla proposta economica. Il valore dell’appalto è di un milione e 127 mila euro con il relativo costo giornaliero a persona di 32,50 euro. «I costi che abbiamo ipotizzato non sono molto diversi dall’anno scorso – afferma il presidente di Ics Gianfranco Schiavone –, abbiamo apportato dei miglioramenti con maggiori attività sociali, ricreative, di lavoro e di volontariato, rivolte all’integrazione dei richiedenti asilo. Ci sarà un corso ad esempio di lavorazione della pietra ed è prevista una collaborazione con dei medici volontari dell’associazione Don Chisciotte, non per sostituire il Sistema sanitario nazionale, ma per un presidio medico due volte alla settimana».

Inoltre, come previsto già dal bando, «la Prefettura ha proceduto alla realizzazione di una cucina in situ, di cui si occuperà la Caritas, che ora fornisce il catering – spiega Argentieri –, per realizzare pasti direttamente a Casa Malala. Ci teniamo molto, i lavori si sono protratti

un po’, ma saranno terminati a marzo». Al momento è ospitata una novantina di persone (in totale sul territorio triestino sono poco più di mille i richiedenti asilo). «È importante ribadire – conclude Schiavone – che questa è una struttura di prima accoglienza». (b.m.)

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