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croazia

Incendio nella notte il fuoco distrugge una fabbrica di mobili

In macerie i capannoni della Elgrad destinati a produzione ed esposizione. Danni per milioni di euro, nessun ferito

FIUME. Le fiamme sono divampate intorno alle 21 dell’altra sera, dando così il via al più grave incendio registrato negli ultimi decenni a Fiume. Il fuoco ha completamente distrutto i capannoni produttivi ed espositivi - nonché i magazzini - della zagabrese Elgrad, nel rione occidentale fiumano di Scurigne: molto nota nel Fiumano, l’azienda è specializzata nella produzione di mobili e di una serie di altri prodotti destinati alla casa.

Della struttura dove ogni giorno arrivavano numerosissimi clienti sono rimaste soltanto macerie annerite, dalle quali anche ieri mattina continuavano a levarsi delle dense colonne di fumo. Secondo una primissima stima i danni materiali ammontano a milioni di euro, ma nessuno è rimasto ferito. Ancora ignote le cause all’origine del rogo, ma stando a quanto finora trapelato gli inquirenti avrebbero comunque escluso l’ipotesi del dolo.

L’allarme è stato lanciato alle 21.20 e in pochi minuti decine di vigili del fuoco giunti non solo da Fiume ma anche da Abbazia, dal Grobniciano e dal Castuano – con numerosi veicoli antincendio – sono arrivati a Scurigne ingaggiando una estenuante battaglia contro le fiamme. Nell’area ci sono molti punti commerciali: si è a lungo temuito che il fuoco potesse raggiungere il vicino ipermercato Konzum o il Pet Centar, pericolo infine scongiurato grazie alla tempestività dell’intervento dei pompieri.

Stando a quanto riferito da uno dei responsabili dei Vigili del fuoco professionisti di Fiume, Boris Kauzlarić, le fiamme sono state domate poco dopo la mezzanotte, dopo che i pompieri avevano anche portato via diverse bombole di gas. Numerosi i residenti della zona che sono scesi in strada per vedere cosa stava accadendo e per seguire l’evolversi della situazione. Visti i picchi di temperature raggiunti, alcune delle auto parcheggiate in zona sono state spostate perché c’era il pericolo che potessero prendere fuoco. Anche ieri mattina squadre di soccorritori sono rimaste a stazionare in zona per impedire che le fiamme potessero riprendere vigore.

Per ore, nel corso della notte, buona parte della città è stata invasa dal fumo e dall’odore di bruciato, e i centralinisti del 112 sono stati tempestati da richieste di informazioni da parte dei residenti e degli abitanti dei dintorni. L’operazione di spegnimento - ha spiegato ancora Kauzlaric - è stata ulteriormente complicata dal fatto che «nella zona della Elgrad non ci sono idranti, dunque l’acqua è stata fatta pervenire soltanto grazie alle autobotti»; inoltre nell’azienda si faceva grande uso di legno compensato, assai infiammabile.

Quanto resta ora della Elgrad è stato visitato ieri mattina dal sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, e dal capo dello Staff regionale per la Tutela e il salvataggio,

il governatore Zlatko Komadina. Entrambi hanno naturalmente espresso dispiacere per gli enormi danni materiali, sottolineando come però non ci siano stati feriti né tantomeno vittime: nel momento in cui il rogo è divampato, nei capannoni infatti non si trovava più nessuno.
 

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