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croazia

Scoglio Olivi, via all’aumento

Ok dall’assemblea, nuove azioni per 40 milioni. Piano di ristrutturazione da 1.100 licenziamenti

POLA. L’assemblea degli azionisti di Scoglio Olivi (ufficialmente Uljanik Grupa), riunita venerdì 16 febbraio in seduta straordinaria a Pola, ha deciso di aumentare il capitale sociale dell’azienda per un totale massimo di 40 milioni di euro con l’emissione di nuove azioni. Questa, come ha spiegato il ceo del gruppo Gianni Rossanda, è la condizione base per il possibile ingresso di un partner strategico con il quale definire il piano di ristrutturazione aziendale, piano che comporterà il taglio di circa 1.100 posti di lavoro. Questa in sintesi la conclusione emersa dall’attesissima riunione, considerata il primo importante passo verso il futuro del cantiere navalmeccanico che fin dalla sua fondazione, datata 1856, ha sempre rappresentato la principale fonte di sostentamento dei polesani. Nel suo intervento introduttivo, il presidente della direzione aziendale Gianni Rossanda è stato molto chiaro: «Senza la ristrutturazione e l’iniezione di capitale fresco da parte del partner strategico - ha detto - non saranno attivate le garanzie statali di 569 milioni di euro per i nostri crediti, saranno cancellati 4.500 posti di lavoro (2.800 a Pola e i rimanenti al cantiere 3 maggio ddi Fiume che fa parte dello stesso gruppo) e la perdita per sempre della cantieristica navale a Pola».

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Uno scenario apocalittico dunque non solo per Pola e per l’Istria ma per la Croazia intera. «Dal partner strategico - ha proseguito Rossanda - attendiamo il contributo di 100 milioni di euro ai costi di ristrutturazione che andranno ad aggiungersi ai 300 milioni di contributi dallo Stato». Alla luce di questi dati Rossanda ha voluto smentire le sempre più insistenti voci sulla cancellazione della cantieristica navale dalla geografia della città con la ridestinazione dell’area navalmeccanica ad attività turistiche.

«Con tanti mezzi destinati alla ristrutturazione del cantiere - ha spiegato - nessuna persona ragionevole può pensare che la costruzione di navi venga soppressa». La cantieristica dunque sarà salvata, solamente però se drasticamente ridimensionata per ricreare un sito produttivo dove saranno costruite da 3 a 4 navi ad alta tecnologia all’anno, per le quali i cantierini polesi da anni si sono fatti un nome sulla scena cantieristica mondiale; e per tale programma serviranno meno maestranze. Una parte delle strutture sarà poi destinata alla manutenzione invernale delle imbarcazioni da diporto. Come spiegato da Rossanda, a Pola saranno tagliati 750 posti di lavoro e a Fiume altri 350. «Questo processo inizierà non prima di fine anno - ha precisato ancora Rossanda - poiché il registro delle commesse è pieno e ci sono diverse navi da consegnare. Comunque per i dipendenti in esubero scatteranno gli ammortizzatori sociali».

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A tale proposito recentemente i sindacati avevano parlato di «una buona uscita pari a 15.000 euro a operaio». A proposito del partner strategico, all’Uljanik sono arrivate, per ora, due lettere d’intenti, la prima da parte della società Kermas energija di Zagabria e la seconda dal Gruppo Palumbo di Napoli. La scelta verrà fatta molto presto assieme al governo e ai partner sociali. Giorni fa alcuni portali croati avevano parlato di un interessamento da parte di Fincantieri, interessamento subito nettamente smentito dalla società italiana.(p.r.)
 

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