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Nell’entroterra zaratino niente più pericolo mine

Conclusa l’opera di bonifica. Gli artificieri hanno operato su un territorio di 5 milioni e 700 mila metri quadrati. Soddisfazione del ministro degli Interni

ZARA. Ancora un passo importante verso il completo sminamento della Croazia, in cui durante la guerra degli anni '90 del secolo scorso furono disseminati centinaia di migliaia di ordigni esplosivi. Nei giorni scorsi è stata portata a termine la bonifica di aree comprese nello Zaratino e nelle contee della Lika e di Segna e di Sisak e della Moslavina.

Gli artificieri hanno agito con efficacia in un territorio di 5 milioni e 700 mila metri quadrati, opera venuta a costare poco più di 6 milioni di euro. L'Unione europea è arrivata ancora una volta in soccorsa della Croazia, stanziando a fondo perduto 5 milioni e 160 mila euro, coprendo così gran parte delle spese. Il resto, sui 911 mila euro, è arrivato dal bilancio statale croato.

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Lo sminamento in queste tre regioni è partito a fine 2016, per una durata di circa 13 mesi. Bisogna subito aggiungere che nel caso delle contee di Zara e della Lika e di Segna, entrambe bagnate dall'Adriatico, lo sminamento non ha riguardato le aree costiere, bensì quelle continentali. Stando agli esperti del Centro croato per lo sminamento, nelle zone turistiche dell'Adriatico non vi sono più ordigni esplosivi risalenti al conflitto croato–serbo.

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La stessa cosa riguarda anche l'Istria e il Quarnero, regioni risparmiate dalla presenza di mine anche nel corso della guerra. Tornando all'ultima bonifica, ha riguardato specialmente la Lika, con situazione normalizzata in 4 milioni e 400 mila metri quadrati, dove sono stati neutralizzati 22 campi minati. Presentando i risultati della bonifica, il ministro croato dell'Interno, Davor Božinović, ha rimarcato che la Croazia vuole affrancarsi dalla presenza dei micidiali ordigni anche perché la sua è la frontiera esterna dell'Unione europea.

«La completa bonifica del Paese – ha aggiunto – è uno dei presupposto affinché la Croazia possa entrare nello spazio Schengen». Dal 1998, primo anno di sostegno, l'Europa comunitaria ha versato alla Croazia per lavori di sminamento circa 96 milioni di euro, somma che ha permesso a decine di chilometri quadrati di essere nuovamente praticabili e senza più pericoli.

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In questo momento le aree a rischio mine in Croazia si estendono su una superficie di 407 chilometri quadrati, comprendendo 9 regioni e 59 municipalità. Si presume che siano ancora presenti circa 39 mila mine.

Le regioni adriatiche ancora alle prese con questo pesante fardello sono quattro: la contea della Lika e di Segna registra ancora 134 chilometri quadrati di territorio da bonificare, la Zaratina 31, la Spalatina 20,1 e la Sebenzana 22,2 chilometri quadrati.

 

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