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«Ora il ritorno dei carri per rilanciare la festa»

«Speriamo che il prossimo anno tornino i carri, per ridare al Carnevale di Trieste il fascino delle ultime edizioni». Questo l’augurio che ha accomunato ieri la gran parte di coloro che hanno sfidato...

«Speriamo che il prossimo anno tornino i carri, per ridare al Carnevale di Trieste il fascino delle ultime edizioni». Questo l’augurio che ha accomunato ieri la gran parte di coloro che hanno sfidato un freddo particolarmente intenso pur di partecipare, in piazza Unità, alla grande kermesse finale del Carnevale, rinverdendo per l’ennesima volta una tradizione che, a Trieste, vanta radici molto lontane e ben piantate nei ricordi di tantissime persone.

«Ho sempre festeggiato il Carnevale – ha detto Bruno Schiavini –: prima vado a folleggiare in montagna, poi torno a Trieste per gli appuntamenti conclusivi, come quello della sfilata. Auspico che questa manifestazione ritrovi quanto prima la verve delle ultime edizioni – ha aggiunto –, ma questo dipende soprattutto dalla volontà e dalla disponibilità di chi vi partecipa vestendosi in maschera, prima che dagli organizzatori. In ogni caso – ha concluso – il ritorno dei carri sarà indispensabile».

Dello stesso tenore il ragionamento di Fabio Bonaduce: «Il Carnevale di Trieste era ed è bellissimo – ha sottolineato –, anche se oggi purtroppo vedo un leggero appannamento, una calo nell’entusiasmo. Spero che, con il rilancio di questa manifestazione che troverà sicuramente nuova energia con il ritorno dei carri – ha auspicato –, si possa rivivere quanto prima l’atmosfera di un tempo».

Atmosfera ben nota a Rinata, una delle nonne del Carnevale di Trieste, essendo nata nel ’26 e avendo ancora una gran voglia di divertirsi in maschera. «Ho visto tante edizioni – ha detto – tutte belle, spero che si ritorni presto a un coinvolgimento di tutta la città». Speciale, oltre al suo entusiasmo, anche il suo nome: glielo diedero quando, appena nata, rischiò di morire. La salvarono e i genitori decisero per Rinata. Lena Del Neri vanta anche lei una notevole serie di partecipazioni, cinquanta: «Mi diverte non solo il Carnevale – ha detto, sfoggiando un costume da Trolls – ma anche la preparazione. Mi piace ideare le maschere, prepararle, cucirle e poi sfoggiarle, truccarmi per venire in piazza. Iniziai che avevo 20 anni o poco più – ha precisa – e oggi, che ho superato i 70, ritrovo lo stesso entusiasmo di un tempo».

Bellissima la storia di Katarina, studentessa slovacca che, conseguito il diploma al Collegio del Mondo unito di Duino, si è iscritta all’Università qui a Trieste: «Amo la vostra città, il vostro mare, l’atmosfera che si respira qui – ha confessato, esibendo un bel costume da Cappuccetto rosso, tenendo in braccio una cucciola di lupo, la sua “Moon”– non lascerò più Trieste».

Più pratica Federica

Suban: «Mi vesto da giraffa perché così, anche se fa freddo – ha spiegato – posso coprirmi al meglio». Sfida contro il tempo che passa quella di Diego Maggio: «Mi vesto da Casanova – ha rivelato – perché non sono più un giovincello, ma confido sempre nel mio fascino». (u. s.)

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