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Trieste, prof di lettere in arresto per violenza sessuale su un’allieva di 18 anni

L’uomo, insegnante di scuola media, è accusato di aver molestato la vittima in un’aula dello Ial durante un corso per parrucchiere

TRIESTE I carabinieri hanno arrestato un professore triestino accusato di violenza sessuale aggravata su una diciottenne. Si chiama Damiano Cannalire, ha sessantatré anni, è psicologo e insegna lettere nelle scuole medie Addobbati e Brunner nelle sedi di Gretta e di Roiano. L’episodio denunciato dalla presunta vittima si è verificato però all’istituto professionale Ial di via Pondares durante un open day di un corso per parrucchiere.

Il fatto risale al mattino del 23 gennaio. Il docente ha preso parte all’evento insieme a una ventina di altre persone sottoponendosi alle prove di taglio delle studentesse. Si era offerto come “modello” per l’esercitazione. E in quell’occasione il professore avrebbe rivolto alcuni apprezzamenti a una ragazza, complimentandosi sull’aspetto fisico. Parole che, stando alla denuncia della diciottenne, sono rapidamente degenerati in commenti pesanti a sfondo sessuale e, infine, in veri e propri palpeggiamenti delle parti intime.

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È stato il Nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma ad accertare le ipotetiche responsabilità del sessantatreenne, con una serie di riscontri sulla vicenda. Tra cui le deposizioni di un gruppo di studentesse: le amiche della vittima, presenti quella mattina nel salone dello Ial dove si stava tenendo lo stage professionale.

Da quanto risulta le compagne non si sono accorte della avances del prof, ma hanno assistito e soccorso la ragazza non appena l’hanno vista crollare in lacrime, sotto choc, una ventina di minuti dopo gli atti sessuali. È in quel momento che la diciottenne ha realizzato quanto avrebbe subìto poco prima.

La ragazza è andata a riferire tutto ai carabinieri e le indagini sono partite immediatamente. I militari hanno fatto irruzione nell’abitazione del docente per perquisirlo, sequestrandogli il cellulare e i computer. Ma gli investigatori erano anche a caccia di una prova che sarebbe stata citata della studentessa durante il racconto in caserma. Un foulard grigio, di questo si tratta, che l’uomo avrebbe ceduto alla giovane dopo il taglio dei capelli, cingendoglielo al collo in segno di riconoscenza per il servizio professionale ricevuto. O, piuttosto, un gesto ambiguo per tentare un approccio più diretto? È dunque in quell’istante che il sessantatreenne ha allungato le mani, approfittando della distanza ravvicinata?

La ragazza si è poi liberata del fazzoletto buttandolo con rabbia e sdegno in un cestino del salone. Ma il prof se lo sarebbe ripreso dalla spazzatura, in un secondo momento. I carabinieri avrebbero rivenuto il foulard nell’alloggio del docente. Anzi, sarebbe stato lui stesso a porgerlo ai militari, così da dimostrare di non aver nulla da nascondere. «Ecco qui, cercate questo? », ha detto. «Prendete pure».

Laura Barresi
Laura Barresi


Ma gli indizi sulla possibile colpevolezza evidentemente non mancano. Cannalire, infatti, adesso si trova agli arresti domiciliari: la misura è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Laura Barresi che ha accolto la richiesta avanzata della Procura delle Repubblica a conclusione dell’istruttoria portata avanti dall’Arma in seguito alla denuncia della studentessa.

L’intenzione, al momento, è evitare che l’uomo possa trovarsi a stretto contatto di giovani e minorenni.

L’indagato, difeso dall’avvocato Sara Pecchiari, dovrà rispondere di violenza sessuale, aggravata dall’aver commesso il fatto all’interno dell’istituto di formazione frequentato dalla vittima. L’uomo sarà interrogato in tribunale a breve, probabilmente già oggi.

Dal canto suo Cannalire respinge qualsiasi accusa. «Sono assolutamente estraneo ai fatti – ribatte – la giustizia farà il suo corso e io saprò dimostrare la mia totale innocenza. Tra l’altro – aggiunge – quella mattina durante lo stage del corso professionale c’erano più di venti persone con noi. Eravamo assieme agli altri e nessuno ha visto né sentito nulla. Non capisco come sia possibile accusarmi di un reato del genere, io non ho fatto alcun apprezzamento alla ragazza e non l’ho toccata. Ora, dopo trent’anni di servizio a scuola, vengo trattato come un criminale – prosegue il docente – ma io non ho fatto nulla».

Da quanto è emerso, il professore ha nel curriculum anche altre esperienze professionali, tra cui le collaborazioni con il Tribunale dei minori come consulente psicologo.

 

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