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"Takotsubo", sindrome del cuore spezzato

Stretti tra Sanremo e San Valentino, difficile resistere a parlare di amore anche in questa rubrica di scienza

Stretti tra Sanremo e San Valentino, difficile resistere a parlare di amore anche in questa rubrica di scienza. Amore, in questo caso, non solo romantico ma anche fonte di dolore, fino a “morire d’amore” o avere “il cuore spezzato”. La medicina ora ci insegna che queste non sono soltanto iperboli retoriche ma vere e proprie condizioni cliniche.


Nel 1990, tre cardiologi giapponesi di Hiroshima riportarono per la prima volta l’esistenza di una sindrome cardiaca acuta che assomigliava all’infarto ma senza che i pazienti presentassero ovvie lesioni alle arterie coronarie. Il loro cuore nella regione dell’apice, in basso, mostrava una strana forma a palloncino, che assomigliava alle bisacce che si usano come trappole in Giappone per catturare i polpi, con una base allargata e un collo stretto, chiamate in giapponese “takotsubo”. Da allora, più di 3550 articoli medici hanno descritto sempre con più accuratezza quella che oggi è universalmente chiamata la cardiopatia Takotsubo, o cardiopatia acuta da stress.


Il registro internazionale della malattia mostra come più del 90% dei casi riportati sono in donne dai 58 ai 75 anni, la maggior parte delle volte in conseguenza a un evento emotivo importante, quale la perdita della persona amata, ma anche subito dopo un disastro naturale quale un terremoto, un intervento chirurgico, una perdita finanziaria, un incidente di macchina.

Possono però scatenare la sindrome di Takotsubo anche eventi positivi, quali l’emozione per un party a sorpresa o l’aver trovato un nuovo agognato lavoro. I sintomi sono quelli dell’infarto e la malattia non è rara, se si considera che colpisce fino al 5% delle donne che vengono portate d’urgenza in unità coronarica. Fortunatamente, la prognosi è però molto più benigna di quella dell’infarto, dal momento che la maggior parte delle pazienti ricupera la piena funzionalità cardiaca entro un mese dall’attacco, portando con sé un 10-15% di rischio di un nuovo episodio nel futuro.


La causa di questa sindrome del cuore spezzato? Non è ancora ben chiara, ma con ogni probabilità ha a che fare con la tossicità dell’adrenalina, prodotta in caso di stress, direttamente sulle cellule cardiache

o sui vasi sanguigni del cuore, con gli ormoni femminili ad aumentarne la risposta anomala nelle pazienti predisposte. La saggezza popolare vuole che siano le donne a soffrire di più per le questioni di cuore; la cardiopatia del cuore a palloncino sembra proprio confermare questa credenza.

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