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La preside: «Sono basita. Mai atteggiamenti strani»

La dirigente dell’Istituto comprensivo Barcola-Gretta : «È amato dagli studenti». La madre di un alunno: «Fiducia nei carabinieri». Una ex collega: «Non ci credo»

TRIESTE L’arresto del professor Cannalire ha profondamente scosso la comunità della scuola media Guido Brunner, dove insegna Lettere da 4 anni, che mai si sarebbe aspettata di ricevere una notizia del genere. Il docente era in malattia da un paio di settimane e sarebbe dovuto rientrare il 9 febbraio scorso, salvo poi aver prorogato i termini dell’assenza. Durante questo periodo, come riferisce Liviana Picech, la rappresentante dei genitori e presidente del Consiglio d’istituto, gli studenti che partecipano al progetto teatro sono stati molto preoccupati e hanno sentito la sua mancanza. Infatti, Damiano Cannalire gestisce in prima persona da circa tre anni le attività extracurricolari della scuola Brunner, ovvero il “giornalino” e il teatro. Quest’ultimo si svolgeva ogni martedì e giovedì, al termine delle lezioni, con lo scopo di mettere in scena uno spettacolo alla fine di ogni anno scolastico.

La preside dell’istituto comprensivo Barcola-Gretta, Chiara Pocecco, ha faticato a trovare le parole per commentare la notizia dell’arresto: «Sono basita, molto amareggiata e sorpresa – ha dichiarato –. È molto amato dagli studenti e metteva anima e corpo nel suo lavoro». La preside precisa poi che non c’è mai stata in passato alcuna segnalazione o voce su eventuali atteggiamenti “strani” del professore. «Sono testimone di un grande apprezzamento per il lavoro che svolge nella scuola, sia da parte dei colleghi sia degli allievi – ha affermato la rappresentante dei genitori Picech –. I ragazzi lo adorano per le sue qualità didattiche e per l’entusiasmo che infonde loro, in particolare nell’ambito del progetto teatro». Dello stesso parere anche molte delle altre persone che lo hanno conosciuto. «Mi sorprende molto, devono essersi sbagliati, non è possibile», così la madre di uno studente che proprio poche settimane fa ha incontrato il professor Cannalire per un colloquio.

«È una persona che ama il suo lavoro, che insegna Lettere con grande passione e dedizione – afferma la donna –. I suoi alunni non credo abbiano mai riscontrato atteggiamenti equivoci o viscidi. I ragazzini parlano e se un professore fa qualche cosa di strano lo dicono». Sempre secondo la donna «sarebbe ovviamente molto grave se l’accusa trovasse fondatezza visto che da decenni è a stretto contatto con tante ragazzine, ma spero si tratti di un errore. Non voglio sminuire quanto denunciato da quella giovane ma è già successo in altri casi in passato che, andando a fondo, si scoprissero ben altre realtà: ho fiducia nei carabinieri».

Diverso l’atteggiamento di un padre che ha una figlia che frequenta la scuola in cui insegna Cannalire. «È un professore del quale ho sempre sentito parlare molto bene – evidenzia –. Ma questo non esclude possa avere commesso una simile schifezza. Ormai troppo spesso persone che sembrano illuminate poi si rivelano dei mostri, speriamo non sia il suo caso». Ieri, nel pomeriggio,

non appena la notizia si è diffusa in città, soprattutto tra colleghi ed ex colleghi di Cannalire c’è stato un tam tam telefonico. «Non mi capacito – spiega una ex collega –: ama il suo lavoro, lo fa con impegno, mi dispiacerebbe molto se questa notizia venisse confermata».
 

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