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Ex Fiera di Trieste verso la rinascita. Ok alla doppia variante

La giunta approva la delibera di indirizzo in cui si inquadra il progetto di Mosser Opera da 65 milioni: niente residenziale e 15 mila metri quadrati commerciali

TRIESTE Riqualificazione dell’ex Fiera, il Comune mette in moto la procedura amministrativa propedeutica alla realizzazione del grande progetto da 65 milioni di euro voluto e finanziato dall’imprenditore carinziano Walter Mosser, che conta di vederlo completato nel 2021.

La giunta Dipiazza ha approvato le direttive che prevedono una doppia variante, una relativa al Piano regolatore generale (Prg) e una attinente al Piano di settore del commercio. Gli interventi di carattere urbanistico argomenteranno l’esclusione dell’uso residenziale - al momento previsto per un minimo del 30% e per un massimo del 60% - e l’insediamento di una superficie commerciale di vendita al minuto superiore a 15 mila metri quadrati. L’investitore austriaco pensa a ristorazione, shopping, intrattenimento, fitness.



Mid Immobiliare, la società italiana del gruppo guidato dall’avvocato di Klagenfurt, si impegna a proprie spese nel portare a termine alcune opere di carattere viario e infrastrutturale, che modificheranno l’assetto della zona: doppio senso di marcia nell’ultima parte di via Rossetti a mò di boulevard con alberatura centrale, ampliamento delle aree di sosta con la creazione di ulteriori 150 posti-auto rispetto agli 800 già programmati, nuovo giardino pubblico nell’ambito dell’ex comprensorio fieristico, riqualificazione di piazzale De Gasperi. Con un effetto di miglioramento a ricadere sull’intero scacchiere, dagli assi Rossetti-Piccardi a piazza Foraggi.

Dipiazza aveva assicurato Mosser che il Municipio avrebbe accelerato, per quanto possibile, i passaggi autorizzativi. La delibera, co-firmata dagli assessori Luisa Polli (urbanistica) e Lorenzo Giorgi (commercio), è stata trasmessa all’attenzione delle Circoscrizioni V e VI affinché esprimano il loro parere.

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E sarà inoltrata - rammenta Luisa Polli - alla valutazione della Regione, nell’auspicio che, consultazioni elettorali permettendo, l’esame da parte dell’ente sovraordinato possa esaurirsi nel giro di 3-4 mesi: secondo l’assessore leghista, non dovrebbero comunque sussistere problemi, perché la disponibilità complessiva di superficie commerciale è molto ampia. Trattandosi di materia urbanistica, indispensabile il via libera del Consiglio comunale. Giorgi, anticipando eventuali obiezioni, è fiducioso: «L’operazione è finalizzata a risistemare un’area degradata e ha consentito al Comune un buon incasso pari a 13,3 milioni di euro, incasso che ha superato di un paio di milioni la base d’asta».

Il progetto Fiera è partito nell’aprile dello scorso anno, quando - come ricordava Giorgi - Mid Immobiliare aveva acquisito l’ex comprensorio fieristico, preannunciando un’operazione di riassetto dal valore di oltre 60 milioni. Dopo il rogito firmato in settembre nello studio del notaio Ruan, martedì 14 novembre 2017 l’idea di Mosser ha avuto una prima illustrazione pubblica nel salotto azzurro comunale: un candido complesso su due piani da quasi 20 mila metri quadrati, arricchito da uno spazio verde di 6400 metri quadrati con ingresso principale da via Rossetti. I vecchi stabili dell’ex Fiera saranno demoliti. L’esecuzione delle opere impiegherà 300 addetti e, a regime, nel nuovo “polivalente” lavoreranno 500 persone. Saranno divelti oltre 100 mila metri cubi di strutture edili, con un volume di scavo pari a quasi 90 mila metri cubi. Spostare e stoccare questa montagna di inerte è uno dei problemi sul tavolo: allora Dipiazza propose, come soluzione, l’utilizzo di Cava Faccanoni.

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Il sindaco è un convinto fautore del progetto, perché pensa che possa esercitare una funzione attrattiva per l’intera zona. Polo scolastico nelle ex caserme di via Rossetti, nuovi servizi comunali in via Revoltella, musei nell’ex caserma Duca delle Puglie, riqualificazione ex Sadoch in viale dell’Ippodromo, risanamento di galleria Foraggi-Montebello: in mezzo il “magnete” da 65 milioni.

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